Tuesday, May 31, 2005

Il processo Scopes: l'inizio della sfida tra evoluzionismo e creazionismo in America

Il processo Scopes: l'inizio della sfida tra evoluzionismo e creazionismo in America. A cura di Paola Nardi

Dieci Luglio 1925: ormai sono passati ottant'anni. Nella quieta cittadina di Dayton, nel Tennessee, sta per celebrarsi un processo particolare: giudice e giuria dovranno pronunciarsi nei confronti di John Scopes, accusato di un reato quantomeno singolare. In base ad una legge appena approvata, nel Tennessee e' illegale insegnare nelle scuole pubbliche di qualsiasi ordine e grado (compresa l'universita') la teoria dell'evoluzione, ovvero e' illegale confutare cio' che narrano le sacre scritture in fatto di creazione degli esseri viventi e tantomeno affermare il concetto che l'uomo discenda da un ordine inferiore di animali. Siamo forse di fronte ad un geniale novello Galileo messo alla sbarra da un'altrettanto novella inquisizione? Non proprio.......

Leggete il testo completo su Pikaia, il portale dell'evoluzionismo.

Decodificare l'Esplosione del Cambriano: una recensione di On the Origin of Phyla

Decodificare l'Esplosione del Cambriano: una recensione di On the Origin of Phyla

Segnalo un'interessante recensione (disponibile su American Scientist on-line) scritta da Derek E. G. Briggs, professore di Geologia e Geofisica allaYale University, del libro On the Origin of Phyla di James Valentine, professore emerito di biologia della University of California at Berkeley e uno dei massimi esperti mondiali di paleobiologia. L'opera raccoglie le idee piu' innovative sul concetto di phylum, ricavate dagli studi piu' recenti basati su tre principali discipline: la biologia molecolare, con il sequenziamento genetico per stabilire la relazione tra gruppi di animali ed i tempi di origine e divergenza, l'Evo-Devo, allo scopo di correlare genetica e morfologia, e la paleontologia, con l'eccezionale scoperta di fossili, soprattutto dalla Cina, del Pre-Cambriano e Cambriano. L'opera rappresenta una sintesi della collaborazione di Palentologi e Biologi molecolari per spiegare gli eventi che portarono all'origine dei piani corporei prima e durante il Cambriano.
A cura di Paola Nardi

EVOLUTIONARY BIOLOGY: SELECTION AND THE ORIGIN OF SPECIES

EVOLUTIONARY BIOLOGY: SELECTION AND THE ORIGIN OF SPECIES

Ecco un gruppo di lavoro canadese (Zoology Department and Biodiversity Research Centre, University of British Columbia, Vancouver) che studia il ruolo della selezione naturale nei meccanismi di isolamento riproduttivo e in particolare le preferenze di accoppiamento (selezione sessuale).
Segnalo l’articolo piu’ recente “Selection and the origin of species” pubblicato su Current Biology, 2005, vol. 15n. 8, pp. R283-8 commentato su ScienceWeek
………..e i seguenti lavori:
Arianne Y. K. Albert. MATE CHOICE, SEXUAL IMPRINTING, AND SPECIATION: A TEST OF A ONE-ALLELE ISOLATING MECHANISM IN SYMPATRIC STICKLEBACKS. Evolution: Vol. 59, No. 4, pp. 927–931, 2005
Wenrick Boughman J., Rundle D.H. and Schluter D.. PARALLEL EVOLUTION OF SEXUAL ISOLATION IN STICKLEBACKS. Evolution: Vol. 59, No. 2, pp. 361–373, 2005
Albert AY, Schluter D.. Reproductive character displacement of male stickleback mate preference: reinforcement or direct selection? Evolution Int J Org Evolution. Vol. 58(5), pp.1099-107, 2004

Monday, May 30, 2005

News, articoli, seminari, corsi.....

Segnalo queste nuove/imminenti pubblicazioni che potrebbero interessarvi.
Le riflessioni di Michael Ruse sulla natura della Selezione Naturale intesa come “meccanismo” sono illustrate nell’articolo:
Darwinism and mechanism: metaphor in science. Studies in History and Philosophy of Science Part C: Studies in History and Philosophy of Biological and Biomedical Sciences, Available online 17 May 2005

Tattersall, che tutti conosciamo, si cimenta nella definizione rigorosa del concetto di specie applicato nella paleoantropologia:
I. Tattersall, K. Mowbray. Species and paleoanthropology. Theory in Biosciences/ Theorie in den Biowissenschaften, Vol. 123, n. 4, pp 371-79, 2005
Come si e’ evoluta la multicellularita’? L’autore ipotizza i meccanismi che spiegherebbero l’innovazione evolutiva attraverso la progressiva autonomizzazione dall’ambiente!
B. Rosslenbroich. The evolution of multicellularity in animals as a shift in biological autonomy. Theory in Biosciences/ Theorie in den Biowissenschaften
Vol. 123, n. 3, 2005
Gli articoli sono liberamente accessibili presso il sito della rivista

Segnalo il 1° Corso di aggiornamento per insegnanti Pianeta Terra Progetto Scuola dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL che si terra’ presso il Dipartimento di zoologia animale e umana dell’Università di Roma La Sapienza, Viale dell’Università 31, Roma.
9 giugno 2005 ore 17:
Barbara Continenza, Università di Roma Tor Vergata. Evoluzionismo/Darwinismo
16 giugno 2005 ore 17
Antonio Di Meo, Università di Roma La Sapienza. Leopardi, la Terra e la pluralità dei mondi
Info: Antonio Di Meo (lunedi 10-15) presso Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, via Lazzaro Spallanzani 7, 00161 Roma. Tel. 06-44250054. Fax: 06-44250871, E.mail: segreteria@accademiaxl.it

Anche se tardi segnalo questo seminario che si e’ tenuto il 24 maggio:
Algoritmi genetici: L'intelligenza dell'evoluzione di Alessandro Bogliolo
Dal sito web:
Gli algoritmi genetici sono strumenti di intelligenza artificiale ispirati alla teoria dell'evoluzione di Darwin. Le leggi della selezione naturale e della genetica guidano l'evoluzione di una popolazione di organismi biologici in modo da adattarne le caratteristiche all'ambiente circostante. Poichè gli individui più forti (o, in generale, meglio adattati all'ambiente) hanno maggiori probabilità di sopravvivenza e di procreazione, la forza media (o l'adattamento medio) della popolazione cresce di generazione in generazione……..
…..potete ascoltarlo o vederlo in webcasting al seguente indirizzo web

Saturday, May 28, 2005

Notizie varie

Consultate Pikaia, il portale dell'evoluzionismo. Ho appena inserito nuove informazioni.

R. Dawkins sull'evoluzione. Secondo articolo pubblicato su Quark.
Con questo secondo articolo (per gentile concessione del mensile Quark) si concludono le riflessioni di Dawkins sull’Evoluzione.

Mainardi su Quark ora in edicola

Codici a barre e diversità della vita. A cura di Astrid Pizzo

I nostri primi passi. A cura di Luca Sciortino, giornalista scientifico del settimanale Panorama. Articolo completo.

Genetica batterica. Come si produce nei batteri la variazione genetica

Ecco un'ottima riflessione di H. Cronin sul concetto di adattamento

Novembre Stenseniano 2005 – “Evoluzionismo e anti-evoluzionismo: un contenzioso non ancora chiuso”. Meeting

Technology Review, ultimo fascicolo

Friday, May 27, 2005

Presentazione libri

Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano, mercoledì 8 giugno 2005 ore 21.00
In occasione della presentazione del libro
Introduzione alla filosofia della biologia (Editori Laterza) di Telmo Pievani
Intervengono:
MARCELLO CINI, fisico
MARCELLO SALA, formatore
TELMO PIEVANI, filosofo della scienza

Thursday, May 26, 2005

La morte di Gould

Purtroppo la malpractice sembra essere stata la causa della prematura scomparsa di S.J. Gould.
I familiari di Gould hanno denunciato tre medici dell’ospedale dove sono state fatte le ultime diagnosi ai polmoni. Sembra che non si siano accorti della presenza di focolai tumorali che sarebbero stati facilmente aggredibili se diagnosticati in tempo!!!!!!
Purtroppo il tempo passato da allora ha impedito il trattamento terapeutico. Il rimpianto di noi tutti e’ che forse avrebbe potuto ancora essere fra noi con il suo inestimabile corpus di conoscenze e la sua affabilita'!!!!!!!!!

Sull’ Intelligent Design (ID) vi invito a leggere queste riflessioni di Allen Orr pubblicate sul New Yorker Magazine questo mese:
H. ALLEN ORR. DEVOLUTION. Why intelligent design isn’t

Saturday, May 21, 2005

Bibliografia delle opere di S.J. Gould tradotte in italiano. Aggiornamento

Sono stati aggiunti tutti i sommari analitici dei libri di S.J. Gould (questa e' la versione 1.7, giugno 2005 visibile sul portale dell'evoluzionismo Pikaia).
Vi ricordo che l’elenco e’ stato redatto da Paolo Coccia e Marco Ferraguti utilizzando il web e le opere di Gould che ciascuno di noi possiede. L’elenco continuera' ad essere aggiornato con le eventuali nuove traduzioni e con il reperimento di articoli e testi ancora non rintracciati. Vi invitiamo a farci pervenire pubblicazioni, articoli, testi a noi ancora sconosciuti al fine di segnalarli in questo documento che pertanto va considerato come un "work in progress".
Copyright, P. Coccia e M. Ferraguti.
Potete utilizzare questo elenco per illustrare testi e documenti. Vi preghiamo di citare sempre gli autori

Annunci librari

Due nuovi libri italiani…….
A cura di Franceschelli O.. Dio e Darwin. Editore Donzelli, 2005
Fedrigo Gabriele. Che cosa può un uomo?. Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman. Editore L'Harmattan Italia, 2005

….. e altri libri in inglese!

Mark Ridley. How to Read Darwin. GRANTA BOOKS
Griet Vandermassen. Who's afraid of Charles Darwin? Debating feminism and evolutionary theory. Rowman & Littlefield Publishers, Inc., 2005

Previsti per la fine del 2005 e l’inizio del 2006:

Richard A. Watson. Compositional Evolution : The Impact of Sex, Symbiosis, and Modularity on the Gradualist Framework of Evolution (Vienna Series in Theoretical Biology). The MIT Press
Sylvia Louise Engdahl. Extraterrestrial Life.Contemporary Issues Companion. Greenhaven Press
Charles Darwin, Edward O. Wilson (Editor). From So Simple a Beginning . W.W. Norton & Company
Stephen C. Levinson (Editor), Pierre Jaisson (Editor). Evolution and Culture : A Fyssen Foundation Symposium (Bradford Books) .The MIT Press
David R. Pilbeam. Interpreting the Past: Essays on Human, Primate, and Mammal Evolution in Honor of David Pilbeam (American School of Prehistoric Research Monograph). Brill Academic Publishers

Thursday, May 19, 2005

Recensione del libro di Ruddiman

William F. Ruddiman
Plows, Plagues and Petroleum. How Humans Took Control of Climate
Princeton University Press, 2005
E' di prossima uscita l'ultima opera di William Ruddiman, geologo marino e professore emerito della University of Virginia, dal significativo titolo Plows, Plagues and Petroleum (che si traduce in Aratri, Pestilenze e Petrolio: notate una certa assonanza con il famoso saggio di Jared Diamond intitolato Armi, Acciaio e Malattie?). Nella sua piu' che trentennale carriera Ruddiman si e' occupato spesso di cambiamenti climatici, ed attualmente sostiene un'ardita e controversa ipotesi secondo la quale il contributo umano all'attuale cambiamento climatico e' ben piu' antico di quanto si pensi comunemente. E' opinione consolidata far coincidere questo momento con la nascita ed il prepotente sviluppo della rivoluzione industriale, che ha portato l'occidente all'uso sfrenato di combustibili fossili quale principale fonte energetica: cio' ha causato l'accumulo di gas serra (prevalentemente CO2) nell'atmosfera ed ha apparentemente dato un contributo decisivo a quello che oggi definiamo riscaldamento globale. L'ipotesi di Ruddiman, suffragata da dati paleoclimatici relativi allo studio del clima e della composizione atmosferica terrestre derivante da campionamenti di ghiacci effettuati recentemente in Antartide e in Groenlandia, propone invece un contributo umano ben piu' antico: si deve infatti risalire alla nascita dell'agricoltura circa 11000 anni fa, e al suo pieno sviluppo in Mesopotamia, Europa, Cina e Sud-Est Asiatico circa 3000 anni dopo, per trovare una prima, significativa inversione di tendenza alla concentrazione di gas serra nell'atmosfera (principalmente metano e CO2) ed un conseguente aumento della temperatura media terrestre, che avrebbe dovuto invece registrare, per ragioni astronomiche, una progressiva diminuzione con l'instaurarsi, nel giro di poche migliaia di anni di una glaciazione. L'uomo avrebbe dunque determinato l'andamento della temperatura terrestre gia' molte migliaia di anni fa, ed avrebbe addirittura scongiurato, per nostra fortuna, una glaciazione che non avrebbe di certo consentito lo sviluppo umano cosi' come oggi lo conosciamo. E' un'ipotesi interessante ed affascinante. Un articolo di Ruddiman pubblicato sul numero di maggio di Le Scienze ben sintetizza le sue tesi: per conoscere l'intera storia, dobbiamo aspettare l'uscita del libro!!
Paola Nardi

Wednesday, May 18, 2005

Recensione dell'ultimo libro di J. Diamond

La sempre interessante Rivista dei Libri, nel numero di maggio 2005, ci offre il testo completo della recensione, tradotta dal nostro Pietro Corsi, al libro di JARED DIAMOND, Collapse: How Societies Choose to Fail or Succeed, New York, Viking, pp. 576, (l'edizione italiana uscirà da Einaudi in autunno)
Il commento e’ di CLIFFORD GEERTZ (professore emerito presso l'Institute for Advanced Study di Princeton. È noto al lettore italiano come autore, tra l'altro, di: Opere e vite. L'antropologo come autore (1990), Oltre i fatti. Due paesi, quattro decenni, un antropologo (1995), Mondo globale e mondi locali (1999), e Antropologia interpretativa (2001), tutti pubblicati da Il Mulino)
…..il titolo della recensione e’ stroncatura di Bacchini dell’ultimo libro di E. Severino!!!!!

Vi ricordo di visitare sempre Pikaia, il portale dell'evoluzionismo che riporta tutti i messaggi di questo Blog ordinati per argomento e molto di piu'!!!!!!!! Visitatelo!!!!!!!!!!!!!!!!!

Tuesday, May 17, 2005

The Voyage of the Beagle. Considerazioni artistiche sull’Evoluzionismo Darwiniano

Vi segnalo questo interessante avvenimento artistico che trae spunto dall’evoluzionismo darwiniano. Chi avra’ l’occasione di visitare la mostra ci faccia sapere le sue impressioni e ci mandi eventualmente del materiale:
The Voyage of the Beagle. Considerazioni artistiche sull’Evoluzionismo Darwiniano illustrato da cinque artisti contemporanei:
ATZENI, CAROTTI, MARTINEZ, MINUESA, RUSSO
Inaugurazione Giovedì 19 maggio dalle ore 18 alle 21, fino al 30 giugno 2005.
Galleria Pinxit arte contemporanea,Via della Rocca 28/h. Torino
Tel. 011.81.78.559
galleriapinxit@fastwebnet.it

Nuova specie di mammifero portato alla luce in Laos

Una interessante notizia e' riportata in questi giorni da BBC News e dal New York Times: un nuovo mammifero roditore, del tutto distinto dalle famiglie attualmente conosciute e' stato classificato grazie all'intuizione di Robert Timmins, della Wildlife Conservation Society, che lavora ad un programma sulla Biodiversita' in Laos. Qualche anno fa Timmins ha notato uno strano esemplare sulla bancarella di un mercatino, in vendita come cibo: questo roditore possiede lunghi baffi, zampe tozze ed una coda ricoperta di pelo, ed e' conosciuto dalla popolazione locale con il nome di Kha-Nyou. E' un animale notturno, vegetariano che vive nel fitto della foresta e produce un piccolo alla volta. Dopo la scoperta di Timmins altri esemplari sono stati ricondotti a questo da Mark Robinson, che lavora per WWF Thailand. La nuova specie, denominata Laonastes aenigmamus, si e' separata milioni di anni fa da altre famiglie di roditori. Un dettagliato studio della specie, firmato da Timmins, Robinson, dalla zoologa Paulina D. Jenkins, del Natural History Museum di Londra, e dal biologo molecolare William Kilpatrick, della University of Vermont, e' stato pubblicato alla fine del 2004 sulla rivista scientifica inglese Systematics and Biodiversity: sul sito della rivista e' consultabile l'abstract.
A cura di Paola Nardi

Monday, May 16, 2005

Due news su Enst Mayr

Segnalo il seminario su Ernst Mayr che si terrà il prossimo 20 maggio 2005 a Roma; all'incontro parteciperanno Alfredo Colosimo, Saverio Forestiero, Alessandra Magistrelli e Giorgio Narducci:
Seminari di divulgazione scientifica. Istituto Tecnico "Armellini", largo P. Riccardi 13 (metro B, fermata san Paolo Basilica) dalle ore 16.00 alle 18.30
Saranno affrontati alcuni temi evoluzionistici (di carattere scientifico, storico, e divulgativo) relativi all'opera del grande biologo, scomparso quest'anno.
Per il Circolo Gould, Giorgio Narducci

Il ricordo di Lynn Margulis. Ernst Mayr, Biologo Straordinario

Sul numero di Maggio-Giugno di American Scientist compare un commosso tributo di Lynn Margulis a Ernst Mayr, professore emerito della Harvard University dal 1953 e uomo di scienza straordinario, avendo guidato per piu' di ottant'anni il pensiero biologico ed evoluzionistico attraverso la cosiddetta Sintesi Moderna. Mayr, nato in Germania nel 1904, e' morto ai primi di febbraio all'eta' di 100 anni. La Margulis, una delle scienziate piu' brillanti che la biologia abbia espresso negli ultimi quarant'anni, traccia la figura dell'uomo e dello scienziato, mettendone in evidenza i grandi meriti, in primis quello di grande naturalista. Il riconoscimento del valore scientifico ed umano del grande scienziato viene da questa "figlia" ribelle, la quale con la sua teoria simbiogenetica ha osato sfidare l'attuale pensiero dominante, ancora basato sul neo-Darwinismo. Lynn ha avuto modo di esporre in varie occasioni le sue tesi sulla speciazione al Professor Mayr, ed ha avuto l'onore di ottenere una prefazione per il suo libro Aquiring Genomes che sancisce -non senza critiche- come la stessa Margulis riconosce, la validita' delle argomentazioni esposte. Ricordiamo che ad Ernst Mayr si deve la definizione odierna di specie, cioe' di gruppo di organismi che in natura si accoppiano e producono prole fertile, ed anche il concetto di speciazione basata sull'isolamento geografico. D'altra parte Mayr ha incarnato la figura del vero scienziato, sempre attento al rigore scientifico delle proprie teorie e sempre pronto a valutare, ed eventualmente accettare, nuove interessanti idee. La Margulis accenna alle innumerevoli pubblicazioni che hanno illustrato piu' di 75 anni di lavoro in campo evoluzionistico, e indirizza il lettore verso una delle ultime opere di Mayr, dal titolo What Evolution is: un libro per non specialisti che ci accompagna attraverso le piu' importanti acquisizioni scientifiche in campo evoluzionistico del XX secolo. E' con il contributo di opere come questa, afferma la Margulis, che si puo' sperare di combattere l'ignoranza e il pregiudizio che ancora oggi impediscono a tanti di avvicinarsi con equilibrio e apertura mentale a questo campo. Lynn conclude il suo ricordo di Ernst Mayr condividendo con il lettore un episodio commovente del loro rapporto personale, ma e' la romantica ed affettuosa descrizione che la Margulis fa del grande scienziato a poter essere presa come degno commiato:
-Un orgoglioso naturalista ed un superbo scrittore che comunicava principalmente attraverso note scritte a mano. E' stato l'ultimo neo-Darwiniano ad avere rispetto per la natura, e a lavorare in essa e con essa. La sua vita e' andata sempre oltre computer e modelli matematici-
A cura di Paola Nardi

Friday, May 13, 2005

Eccovi alcune novita’ di genetica recentemente pubblicate

Eccovi alcune novita’ di genetica recentemente pubblicate

Esiste una relazione tra alberi e erba? Quali geni sono responsabili della crescita della porzione legnosa? Procuratevi l’articolo e leggetelo!
Groover AT.. What genes make a tree a tree? Trends Plant Sci. 2005 May;10(5):210-4.

Gli autori si cimentano con una nuova branca della genetica, la Filogenomica: il tentativo di ricostruire la storia evolutiva degli organismi viventi sulla base dell’analisi dei loro genomi.
Delsuc F, Brinkmann H, Philippe H.. Phylogenomics and the reconstruction of the tree of life. Nat Rev Genet. 2005 May;6(5):361-75.

Gli autori sviluppano una loro teoria per battere la resistenza agli antibiotici che avviene con un meccanismo ben noto agli evoluzionisti. Lo studio e’ solo in vitro ma puo’ fare luce sui meccanismi coinvolti e puo’ contribuire a sviluppare nuove strategie per combattere l’evoluzione della resistenza agli antibiotici.
Cirz RT, Chin JK, Andes DR, Crecy-Lagard VD, Craig WA, Romesberg FE.. Inhibition of Mutation and Combating the Evolution of Antibiotic Resistance. PLoS Biol. 2005 May 10;3(6):e176

Tuesday, May 10, 2005

Recensione di Paola Nardi
Deborah Cadbury
Cacciatori di Dinosauri. L'accesa rivalita' scientifica che porto' alla scoperta del mondo preistorico
SIRONI Editore, 2005
Deborah Cadbury, nota divulgatrice scientifica e produttrice televisiva per la BBC, si cimenta in quest'opera che si legge con la stessa avvincente passione di un romanzo, e che racconta una storia rivoluzionaria attraverso le vicende umane di straordinari personaggi: la scoperta dei fossili piu' enigmatici e che maggiormente hanno acceso l'immaginazione sia dell'umanita' che del mondo scientifico. Siamo agli inizi del XIX secolo, in Inghilterra: una giovane donna del Dorset, Mary Anning, fa una curiosa scoperta: un cranio di cio' che si crede essere un antico coccodrillo.... Mary e' una dei primi cacciatori di fossili; lo fa per passione e soprattutto per mantenere la sua modesta famiglia. Si muove in un tempo che vede la geologia alle primissime armi, la paleontologia pressoche' inesistente ed una radicata visione biblica della storia della Terra, dettata dal clero intellettuale: le parole d'ordine sono Genesi, Creazione, Diluvio Universale..... Non c'e' posto per la preistoria, dato che tutti gli esseri viventi sono stati prodotti in un unico atto creativo insieme all'uomo moderno! Ma proprio ritrovamenti come quelli di Mary cominciano a indirizzare le menti degli scienziati verso "pericolosi" interrogativi: qual e' la natura degli enormi esseri riportati alla luce? Qual e' la loro relazione con gli strati geologici, e quindi con il tempo, in cui vengono ritrovati? Qual e' il ruolo delle estinzioni nella storia della Terra? Dove sono le prove del Diluvio? Dove sono le prove di un mondo animale e fisico immutabile dai giorni della creazione? La comunita' scientifica del tempo appare saldamente ancorata alle verita' bibliche, ma anche esponenti importanti della Chiesa Anglicana cominciano a porsi domande con grande onesta' intellettuale, e vero spirito scientifico, come il reverendo W. Buckland, che chiede l'aiuto del giovane e talentuoso George Cuvier per aiutare la giovane Mary ad identificare la vera natura dello strano coccodrillo. E' in questo quadro pieno di promesse che incontriamo il primo vero protagonista della nostra storia, quel Gideon Mantell, figlio di un modesto calzolaio e medico condotto, che si innamora presto del suo secondo mestiere: cacciatore e studioso di fossili dell'era secondaria, nella contea del Sussex. Con l'aiuto della moglie, fa subito scoperte interessanti: strani denti di quelli che sembrano carnivori ed erbivori, altre serie di ossa di quelli che appaiono subito come veri e propri giganti! Il giovane Mantell vuole scoprire, vuole capire, vuole farsi strada nell'olimpo scientifico, rappresentato dalla Royal Society e poi dalla Geological Society. Viene a conoscenza dell'ormai classificato Ichtyosaurus di Mary Anning, terribile rettile marino, conosce gli studi di Buckland attraverso l'incontro con Charles Lyell, gia' allievo del reverendo, e viene a sapere di ossa di un rettile gigante carnivoro cosi' simile ai suoi reperti! Nel 1822 e' pronto un accurato lavoro che descrive per la prima volta ufficialmente l'esistenza negli strati dell'era secondaria di lucertole giganti, ma per la prima e purtroppo non unica volta nella sua vita si scontrera' con lo scetticismo e la sufficienza dei membri della Royal Society, cosi' restii ad accettare le idee rivoluzionarie di questo medico di campagna.... Ma i tempi sono ormai maturi per l'ingresso dei rettili giganti nella discussione scientifica del tempo. Buckland e la Anning presentano la scoperta di Megalosaurus, feroce carnivoro terrestre, e di Plesiosaurus, rettile marino dall'anatomia quasi impossibile: in platea siede Mantell, che finalmente suscita la curiosita' di Buckland quando afferma di possedere anch’egli reperti di Megalosaurus ritrovati nella sua cava preferita della Tilgate Forest nel Sussex! Mantell annuncia presto al mondo la scoperta di Iguanodon, e poi di Hylaeosaurus! Nel 1825 Royal Society e Geological Society gli aprono le porte: sembra il definitivo volgere del destino di una storia a lieto fine, ma la storia rivelera' ancora molti dolorosi colpi di scena per il nostro eroe. E' comunque un'epoca d'oro per la scienza: la "sotterraneologia" e' ormai assurta a geologia, celebrata addirittura da Herschel come disciplina di pari dignita' con l'astronomia; anatomisti di fama stanno dipanando i misteri degli antichi dominatori della Terra; le idee evoluzioniste si stanno affacciando con sempre maggiore forza, specialmente dalla Francia: in questo senso l'embriologia, l'accurato studio dei piani corporei e la scoperta di "forme di transizione" stanno alimentando nuovi interrogativi e suggerendo l'idea di trasformazione degli esseri viventi da un disegno comune. Geoffroy Saint-Hilaire, erede di Lamarck, porta avanti queste tesi, nonostante la grande opposizione di Cuvier. E' in questi anni che matura il talento scientifico del giovane Richard Owen, il secondo protagonista della nostra storia. La sua innegabile grandezza si trasformera' anche nel suo tragico limite: ambizione, arroganza, gelosia, invidia saranno gli aggettivi che maggiormente caratterizzaranno la sua vicenda umana. La sua sete di potere, la sua quasi patologica necessita' di primeggiare annientando ogni potenziale concorrente, lo ossessionera' a tal punto da spingerlo ad azioni meschine di ogni genere: dal furto di scoperte scientifiche, all'offesa e ridicolizzazione di tanti validi colleghi, alla difesa ostinata di tesi discutibili. Owen fara' molta strada, sara' la massima autorita' scientifica inglese per anni: sara' lui a coniare il termine Dinosauri per un particolare gruppo di rettili terrestri del mesozoico, sara' consigliere scientifico di re, regine e principi, vorra' per se' il ruolo di erede del grande Cuvier e difensore dell'ortodossia religiosa contro l'eresia evoluzionista, riuscira' a costruire quello che considera il sommo monumento alla grandezza di Dio: il Museo di Storia Naturale a Londra. Mantell, nonostante la fine prematura, riuscira' comunque a raggiungere i suoi traguardi scientifici e ad essere insignito delle piu' alte onorificenze nel suo campo: la sua intelligenza e il suo grande impegno saranno ricordati dalle grandi menti del tempo, ad eccezione, naturalmente, di Owen. Proprio con l'affacciarsi alla ribalta di Darwin e Huxley, il suo fedele e brillantissimo mastino, il prestigio scientifico di Owen declinera' inesorabilmente, grazie al rigore scientifico delle nuove teorie evoluzionistiche e all'insostenibilita' di vecchie e superate idee ancora legate al disegno intelligente (c'e' niente di nuovo sotto il sole?!?) di un creatore super-naturale. Alla fine della storia resta la meravigliosa eredita' scientifica di quei decenni e la vicenda umana appassionante e drammatica al tempo stesso di tanti protagonisti. Al termine della lettura viene voglia di saperne di piu' sul contributo che lo studio dei dinosauri, e piu' in generale dei rettili del mesozoico, ha comportato per la comprensione dei meccanismi evolutivi: a questo proposito un buon testo e' L'enigma dei Dinosauri, di John Wilford, gia' vincitore del premio Pulitzer per la sua professione di divulgatore scientifico nel 1984 e nel 1987. Interessante e' anche la storia di William Smith, considerato il padre fondatore della geologia, narrata ne: La mappa che cambio' il mondo, di Simon Winchester, edito nel 2001 da Ugo Guanda Editore. Infine, se si vuole vedere da vicino cio' che il libro della Cadbury cosi' efficacemente descrive, ed insieme l'eredita' umana e scientifica del controverso Richard Owen, ci si puo' addentrare nelle sale e nelle collezioni del Natural History Museum di Londra e visitare l'eccezionale Dino Directory; decisamente piu' modesto e' il piccolo Museo di Lyme Regis, cittadina del Dorset che ha dato i natali a Mary Anning e ai suoi eccezionali rettili marini!

Il numero 47 del mensile Quark riporta il seguente articolo che volentieri vi proponiamo:
Un Homo piccolo così
In un’isoletta dell’Indonesia un gruppo di studiosi trova lo scheletro di una strana donna: non è della nostra specie, è alta poco più di un metro ed è vissuta appena 18.000 anni fa. Un paleontologo ci spiega perché è una scoperta straordinaria.
Di Giorgio Manzi
Il testo completo potete leggerlo su Pikaia, sezione Argomenti, Antropologia evoluzionistica

Evoluzione dell’ Evoluzionismo

Il Dip. di Biologia Evoluzionistica Sperimentale di Bologna organizza presso l’Aula Ghigi (24 maggio 2005, 14.00-18.45) il seminario:
Evoluzione dell’ Evoluzionismo
Intervengono:
Prof. Giuliano Pancaldi, Univ. di Bologna, (Storia della Scienza):
Nel nome di Darwin: le teorie dell’Evoluzione nella sfera pubblica
Prof.ssa Rita Casadio, Univ. di Bologna, (Biofisica):
Evoluzione delle proteine
Prof. Valerio Sbordoni, Univ. Di Roma, (Zoologia):
Biodiversità ed Evoluzione
Prof.ssa Olga Rickards, Univ. Di Roma e Gianfranco Biondi, Univ. de L’Aquila, (Antropologia):
L’ Uomo a immagine di Darwin
Prof. Luciano Margara, Univ. Bologna (Bioinformatica):
Darwin incontra Turing: teoria dell’evoluzione e nuovi paradigmi computazionali
Moderatrice: Dott.ssa Carla Castellacci, giornalista scientifica
Eventi collaterali:
In mattinata (10.45-13.00) verrà proiettato in sala lauree il film di fantascienza "Andromeda", di Robert Wise tratto da un romanzo di Michael Crichton

Monday, May 09, 2005

Segnaliamo questo incontro organizzato da L'Indice dei Libri alla Fnac, durante il quale a partire dal libro di Telmo Pievani, Filosofia della Biologia (Laterza 2005), si terrà un dibattito sul tema dell'evoluzione. Interverranno, oltre a Telmo Pievani, Sylvie Coyaud, Giacomo Giacobini, Carlo Augusto Viano e Aldo Fasolo. L'incontro avrà luogo mercoledì 25 maggio, ore 18, alla libreria Fnac, via Roma 56, Torino.

In Kansas il Darwinismo e' di nuovo sotto processo

In Kansas il Darwinismo e' di nuovo sotto processo

Il New York Times del 6 maggio (la registrazione e' gratuita) pubblica un articolo che riporta un nuovo episodio dell'attacco, attualmente in atto in alcuni stati degli USA, degli anti-evoluzionisti alla scienza. La notizia riguarda la massima autorita' per l'istruzione del Kansas, il Kansas State Board of Education: un vero e proprio processo, cominciato in questi giorni con una serie di audizioni, portera' nella prossima estate a decidere circa l'introduzione di nuovi standard per l'insegnamento delle scienze, i quali permetteranno di presentare agli studenti l'evoluzione come una teoria criticabile e di promuoverne il confronto con argomentazioni di intelligent design o addirittura di creazionismo; questi ultimi godrebbero dello status di teoria scientifica. Sembra di essere tornati indietro di quasi ottant'anni, quando in Tennessee si tenne il famoso processo Scopes. Mentre i propositori di questo cambiamento si sono prodigati in grafici, strutture nucleiche e quant'altro che spiegasse quanto sia evidente e necessaria una mano creatrice, gli scienziati pro-evoluzione (verrebbe da scrivere gli scienziati e basta) si sono rifiutati di comparire all'ennesimo pseudo-confronto fra diverse visioni scientifiche. Questo atteggiamento e' da alcuni approvato, ma da altri criticato, in quanto lascia gli avversari liberi di insinuare nell'opinione pubblica il dubbio di un presunto timore di non saper prevalere in una sfida aperta. E' apparso chiaro peraltro a molti che questi dibattiti riguardano piu' politica e religione che scienza ed istruzione. Se a giugno il Kansas votera' a favore dei nuovi standard, affianchera' Ohio, Alabama e Georgia, gia' promotori di analoghi provvedimenti, nella nuova battaglia contro Darwin e l'evoluzionismo. Il contenuto di questo articolo e' stato rilanciato anche dal Corriere della Sera nella pagina scientifica di sabato 7 maggio.
Paola Nardi

Friday, May 06, 2005

La Morfometria geometrica: un approccio innovativo allo studio della forma

La Morfometria geometrica: un approccio innovativo allo studio della forma

Le informazioni sulla variabilità tra le diverse specie di animali e piante, fondamentali per la ricostruzione delle dinamiche evolutive e per lo studio dei fenomeni di speciazione, sono oggi ottenute principalmente attraverso l’analisi biomolecolare del genoma e delle proteine, attraverso lo studio delle strutture citologiche e tramite l’ indagine delle abitudini etologiche ed ecologiche delle specie. Per secoli, invece, la classificazione tassonomica degli organismi e lo studio della diversità della vita si sono basati sulla descrizione qualitativa della forma delle strutture biologiche. A partire dagli inizi del ventesimo secolo, con un certo ritardo rispetto alle altre discipline scientifiche, anche lo studio delle forme biologiche ha vissuto la propria “rivoluzione quantitativa”, attraverso l’utilizzo delle misure lineari dei tratti morfologici, quali lunghezze, larghezze e distanze tra punti (morfometria) per comparare gli individui. Questo approccio, che ha offerto agli studi biologici rigore e oggettività, è ancora utilizzato con buoni risultati in combinazione con altre metodologie, ma si presenta oggi inadeguato per risolvere parte dei problemi che i biologi affrontano nello studio delle differenze di forma. Una nuova rivoluzione si è avuta in questo campo a partire dagli anni Novanta, con la nascita della morfometria geometrica, un insieme di metodi che si propongono di analizzare le differenze tra le forme biologiche catturando la geometria complessiva (e non semplici misure) delle strutture biologiche. Per chi desiderasse iniziare a conoscere questo approccio, consiglio la lettura di un articolo riassuntivo scritto da alcuni dei “padri” della morfometria geometrica: Dean C. Adams, F. James Rohlf , and Dennis E. Slice, intitolato “Geometric Morphometrics: Ten Years of Progress Following the ‘Revolution’” , che potete trovare in Italian Journal of Zoology, 71:5-16, 2004. Segnalo anche il sito internet Morphometrics potete trovare indicazioni bibliografiche, software morfometrici da scaricare gratuitamente, informazioni di vario genere sulla morfometria geometrica (corsi, workshop, link ad altri siti di morfometria) e sul quale potete rintracciare l’articolo citato.
Astrid Pizzo

La capacità del flusso genico di produrre differenziazione genetica

La capacità del flusso genico di produrre differenziazione genetica

La teoria classica della genetica di popolazione prevede che le popolazioni che si scambiano gli individui frequentemente per dispersione, cioè per fenomeni di emigrazione ed immigrazione (come accade, ad esempio, nella maggior parte delle specie di uccelli, che grazie al volo possiedono notevoli capacità di dispersione) tendano a restare geneticamente omogenee. Questo a differenza delle popolazioni isolate che, per deriva genica e per adattamento a condizioni locali, presentano elevate probabilità di differenziarsi e divergere. Due nuove ricerche indipendenti (Nature 433:60-65 e 65-68; 2005) eseguite sulla cinciallegra (Parus major) hanno messo in evidenza l’esistenza di fenomeni di migrazione non-random (cioè non casuali, effettuate da particolari individui che possiedono specifiche caratteristiche genetiche) in cui il flusso genico è il responsabile della produzione e del mantenimento di differenziazione genetica tra popolazioni, anche ad una scala spaziale sorprendentemente piccola.
Astrid Pizzo

Thursday, May 05, 2005

Cosa rende la nostra specie così speciale?

Cosa rende la nostra specie così speciale?

I ricercatori hanno comparato il genoma umano e quello degli scimpanzè. Studiando il rapporto esistente tra non-sinonimie e sinonimie nelle sequenze nucleotidiche hanno scoperto che maggiore è tale rapporto, maggiori sono state le pressioni selettive verso la realizzazione di nuove sequenze genotipiche. Gli scienziati hanno scoperto fino ad ora 50 geni che sembrano mostrare una selezione positiva tra esseri umani e scimpanzè. E’ curioso poi che questi geni rientrino in tre categorie:
I geni correlati al sistema immunitario, ai tumori e alla spermatogenesi. Per saperne di più vi invito a leggere i commenti con l’intera lista sui siti Pharyngula e Corante!

Nuovi annunci di libri

Nuovi annunci di libri

Franceschelli Orlando
Dio e Darwin. Natura e uomo tra evoluzione e creazione
Donzelli, Collana Saggine, pp.160

Francisco Ayala
Le ragioni dell'evoluzione
Di Renzo, Collana I dialoghi, pp. 112

L'evoluzionismo dopo il secolo del gene
Mimesis, Collana I quaderni del Grico, pp. 150

Eldredge Niles
Perché lo facciamo. Il gene egoista e il sesso
Traduzione di Panini Allegra , Panini Giorgio P.
Einaudi, Collana Gli struzzi, pp. 270
L’edizione originale e’ del 2004: Why We Do It: Rethinking Sex and the Selfish Gene e questo e’ il sommario dell’edizione inglese

Boncinelli Edoardo
Prodigi quotidiani
Boroli, Collana Scienza, pp. 175

I fossili fanno luce sull'evoluzione dei pesci

I fossili fanno luce sull'evoluzione dei pesci

Sul sito di BBC News, nella sezione scientifica, compare questo articolo che riporta la scoperta, compiuta dal gruppo anglo-sudafricano guidato dal geologo inglese Richard Aldridge, di Nelson, antico pesce fossile di 450 milioni di anni vissuto in Sudafrica, durante un'era glaciale. In realta' il primo Nelson venne alla luce gia' nel 1994, ma solo ora, con l'eccezionale ritrovamento di altri sette fossili della stessa specie si e' potuta fare definitiva chiarezza. Cosa c'e' di speciale in questa scoperta? Nelson e' vissuto 50 milioni di anni prima di qualsiasi altro pesce fossile africano, in un tempo in cui le creature non avevano ne' denti ne' ossa: potrebbe essere l'anello mancante che fa luce sui meccanismi evolutivi che portarono alla comparsa dei primi pesci.
Paola Nardi

Wednesday, May 04, 2005

Recensione del libro Una lunga pazienza cieca di Barsanti

Giulio Barsanti
Una lunga pazienza cieca. Storia dell’evoluzionismo. Einaudi, Torino. Collana Piccola Biblioteca Einaudi Ns, pp. XVI-424, 2005 . Segnalato in Aprile su questo stesso Blog
Recensione a cura di Paolo Coccia
Ecco una rara storia dell’evoluzionismo che non è né un compendio e neppure un manuale! Leggetelo come un racconto composto da tante storie (il sottotitolo l’avrei titolato “Storie dell’evoluzionismo”) legate insieme da un robusto filo conduttore ma che si intersecano, attraversano i secoli tra vicissitudini interpretative, incomprensioni, scontri di idee e di ideologie. Non è nemmeno una storia lineare e logica che l’autore propone, tra precursori, precorritori, scopritori, falsificatori e così via ma piuttosto la descrizione dettagliata e meticolosa delle idee che via via si sono affacciate e scontrate nel mondo culturale, scientifico e accademico.
Troverete evoluzionisti che si sono serviti di idee antievoluzionistiche ed antievoluzionisti che hanno usato idee evoluzionistiche, tutto per controbattere le idee sostenute dall’avversario di turno, in un gioco di scambio delle parti quasi pirandelliano!
Brevi intermezzi, pacati ma corrosivi, analoghi a quelli della rubrica Vespe pubblicata dal Domenicale del Sole 24 Ore, punteggiano spesso i capitoli: in questi intermezzi l’autore polemizza efficacemente e persuasivamente sul concetto di progresso, sulla serendipità, l’epistemologia, la tautologia, il rapporto tra continuità e rotture, sulle rivoluzioni per rigetto e per inglobamento, sulle modalità di ricerca e progresso, sulla costruzione della realtà esterna, ecc…..
L’autore fa parlare le opere dei protagonisti. Il giusto spazio è dato alla figura di Lamarck, il primo vero evoluzionista, e viene chiarito il significato di uno dei concetti portanti dell’evoluzionismo lamarckiano: l’ereditarietà dei caratteri acquisiti. Lamarck, per esempio, rifiuta di considerare anche le mutilazioni un mezzo di propagazione dei caratteri ereditati.
Tra tutti i personaggi emerge la grande figura di Darwin, il coraggio e la pazienza certosina nel costruire anno dopo anno il paradigma evoluzionistico. Darwin è collocato storicamente nel suo tempo e ne vengono evidenziati i suoi limiti interpretativi insieme ai suoi contributi decisivi: accanto al sostegno convinto (più lamarckiano di Lamarck) al concetto di ereditarietà dei caratteri acquisiti che lo porterà a formulare la teoria della pangenesi e ancora accanto al contributo dato alla genesi del socialdarwinismo, convivono geniali intuizioni sui meccanismi della selezione naturale, la lenta maturazione della convinzione del carattere “casuale” della produzione della variabilita’ degli organismi, il ruolo della selezione sessuale temerariamente e coerentemente applicata anche all’evoluzione dell’uomo.
Largo spazio hanno anche le interpretazioni date all’evoluzionismo nate a cavallo dei secoli XIX° e XX°, il periodo definito “Eclissi del darwinismo”: l’ortogenesi, il mutazionismo, l’ologenesi.
Non mancano, qua e là, brevi cenni dedicati all’evoluzionismo italiano.
La bibliografia liberamente scaricabile dal sito dell' editore Einaudi è un regalo che accettiamo volentieri e possiamo conservare gelosamente come un elenco essenziale da cui partire per ulteriori approfondimenti. Non so se si sarebbe potuto fare, data la mole del libro, ma un indice degli argomenti evoluzionistici avrebbe potuto essere molto utile ai lettori

Oggi presso il Museo di Storia Naturale di Milano si terra’ alle ore 18.00 un piccolo convegno dal titolo:
Una Terra e un Cosmo Biodiversi
Il convegno e’ organizzato da:
Società Italiana di Scienze Naturali
Centro Studi di Esobiologia
Daniele Venturoli (CSE-SISN)
Telmo Pievani (Università di Milano Bicocca)
Marco Ferrari (Focus)
Telmo Pievani presentera’ il libro di Eldredge "La vita sulla terra. Un'enciclopedia della biodiversità, dell'ecologia e dell'evoluzione" dell’editore Codice di Torino
Marco Ferrari fara’ una specie di discussione-divertissement sulla biodiversità nel cosmo
Per informazioni:
Museo Civico di Storia Naturale, C.so Venezia 55, Milano
tel 02 88463280

Tuesday, May 03, 2005

Pikaia il portale sull'evoluzionismo

Vi ricordo che le informazioni contenute in questo Blog sono riportate nel nuovo sito web Pikaia, il portale dell'evoluzionismo; sistematizzate, organizzate per argomenti e piu' facilmente rintracciabili!!!!!!!
Alla data di oggi sono archiviate circa 800 unita' informative!
Collegatevi al portale e sfogliatelo!!!!!!!!!!!

Intelligent Design

L’idea di Intelligent Design (ID) sta investendo come un ciclone l’America e lambisce l’Europa. Ecco cosa ne pensa Brumfiel che sulla rivista Nature pubblica un articolo dedicato agli sviluppi dell’ID negli USA. Leggete poi l’ editoriale dove sono riportati i suggerimenti da dare alla comunita’ scientifica per contrastare efficacemente l’avvento di una nuova, anzi vecchia, era che Dawkins nell’articolo su Salon.com definisce Dark Age!
Potrebbe avvenire anche in Italia?
Ecco i commenti sul Blog The Panda’s Thumb e sul sito National Center for Science Education

Intervista a Dawkins

Nel portale web salon.com e’ riportata una intervista (corrosiva verso la religione) di Dawkins. Leggetela!
The atheist. Evolutionary biologist Richard Dawkins explains why God is a delusion, religion is a virus, and America has slipped back into the Dark Ages
Il testo completo lo potete leggere a condizione di selezionare l’area sottostante del sito, “Free Site Pass”. Un accorgimento pubblicitario e’ lo scotto da pagare per poter leggere tutto il testo ma ne vale la pena