Friday, January 26, 2007

Darwin ancora in televisione!

Venerdi sera, 26 gennaio 2007 dalle 20,30 alle 21,30, Darwin sarà ancora protagonista in una trasmissione televisiva della rete La7.

Parteciperanno alla trasmissione Otto e Mezzo condotta da Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, tra gli altri, Telmo Pievani e Enrico Alleva.
Dopo L'Infedele di Gad Lerner dell'anno scorso un altro appuntamento da non perdere!!!!!!!!!!!Ferrara ha fiuto!!!!!!! Tra pochi giorni cominceranno i Darwin Day in tutta Italia (sembra che l'Italia sia stato uno dei paesi con il maggior numero di Darwin Day rispetto agli altri) e Ferrara vuole essere il primo a "ricordare" Darwin!

Paolo Coccia

IL DARWIN DAY A MILANO

Come ogni anno i protagonisti del dibattito evoluzionistico internazionale si confronteranno fra loro e con il pubblico. In vista delle celebrazioni del bicentenario darwiniano del 2009 la manifestazione, come d’abitudine, abbraccerà linguaggi diversi e sarà composta non soltanto dalle sessioni di convegno, ma anche da serate a tema, spettacoli, laboratori per bambini e per ragazzi.
Lo stile divulgativo, misto agli approfondimenti, sarà calibrato per un pubblico curioso, non necessariamente di addetti ai lavori, con particolare attenzione agli studenti delle scuole superiori e agli universitari, nell’intento di coltivare l’interesse per la cultura scientifica in un paese dove ancora essa non sembra adeguatamente valorizzata. L’edizione 2007 è dedicata a un tema affascinante, che si lega alla gioventù di Darwin e alle sue prime ricerche. Il grande naturalista inglese aveva avuto come influenti maestri i migliori geologi inglesi del suo tempo. I suoi primi appunti, scritti al ritorno dal viaggio con il Beagle, sono fortemente impregnati di osservazioni geologiche. Le sue riflessioni sulle trasformazioni della crosta terrestre, sulle distribuzioni dei fossili, su terremoti e vulcani, sulle origini degli atolli corallini, sono state in qualche modo il crogiuolo intellettuale dentro il quale è nata poi la teoria dell’evoluzione. Discutere di Darwin geologo sarà quindi un ottimo pretesto per illustrare i risultati più recenti delle ricerche sull’evoluzione del pianeta Terra e sulle relazioni fra gli esseri viventi e gli ecosistemi in cui sono immersi.
Un tema, insomma, che connette l’evoluzione della vita con i grandi scenari dell’evoluzione della biosfera, e coinvolge inevitabilmente la questione delicata e urgente dei rapporti fra la specie umana e l’ambiente. Gli autorevoli esperti presenti, italiani e internazionali, apriranno dunque suggestive finestre su oceani, atmosfera, vulcani, terremoti, ghiacci, isole, continenti, clima, biodiversità, senza dimenticare mai lo sguardo del tempo profondo che anima gli evoluzionisti. Non mancheranno approfondimenti di attualità, legati ai nuovi studi sull’evoluzione delle credenze e alle critiche, scientifiche e filosofiche, che mostrano la totale inconsistenza della cosiddetta dottrina del “disegno intelligente”.Chi non potrà essere presente al compleanno di Darwin al Museo Civico di Storia Naturale di Milano, e nelle altre sedi cittadine e lombarde dove si terranno gli incontri, potrà seguirlo in diretta dalle pagine web del nostro sito, grazie alla TELECOM..

Dunque, mentre siamo sempre più vicini al fatidico giro di boa dei due secoli.
BUON COMPLEANNO, MR. DARWIN!

Il programma potete leggerlo su Pikaia

La Royal Swedish Academy of Sciences premia Robert Trivers

La Royal Swedish Academy of Sciences ha conferito il Crafoord Prize in Biosciences 2007 a Robert Trivers (biologo evoluzionista e sociobiologo americano), della Rutgers University, per le sue idee pioniere sull’evoluzione del comportamento sociale negli animali
Professore di antropologia e di scienze biologiche alla Rutgers University nel New Jersey, Trivers nel 1999 era stato già nominato da Time uno dei 100 più grandi pensatori e scienziati del ventesimo secolo e ora riceve un altro importante riconoscimento per la sua carriera. Trivers è stato un pioniere, nei primi anni settanta, nello studio delle dinamiche comportamentali degli animali e di come queste siano emerse nell’evoluzione.Le sue prime ricerche hanno portato a una teoria che cercava di spiegare la comparsa della cooperazione tra individui che non sono imparentati. Trivers per primo infatti ha sostenuto che questo tipo di cooperazione può esistere solo se gli animali collaborano per molto tempo e se sono in grado di riconoscersi tra loro; queste sue idee sono state poi riprese da altri in seguito.Trivers ha anche evidenziato per primo come spesso esista un conflitto di interessi tra i genitori e la progenie. I primi massimizzano le loro energie smettendo di investirne nella prole appena questa è abbastanza grande per essere autonoma, mentre i secondi massimizzano le loro energie cercando di sfruttare i genitori più a lungo possibile. Nei suoi studi sugli imenotteri sociali Trivers aveva previsto che le operaie in una colonia investivano circa tre volte più risorse nel crescere una sorella piuttosto che un fratello. Questa intuizione fu poi confermata da successivi studi. Per tutti questi suoi importanti contributo alla biologia evoluzionistica a Robert Trivers spetta di sicuro un tale riconoscimento internazionale.

Chiara Ceci

La biochimica della schizofrenia

Nell'eterna disputa tra natura e ambiente nel plasmare la mente e il comportamento umano, ecco un nuovo tassello nel quadro dell'intricata interazione tra geni e ambiente che si riscontra in una delle piu' importanti malattie mentali.

E' l'uno per cento circa della popolazione umana a soffrire di schizofrenia, una grave patologia neuropsichiatrica che porta a "sentire le voci", avere allucinazioni e a soffrire di molti altri disordini mentali. Dopo piu' di cent'anni di dibattito, approcci psicoanalitici del tutto fallimentari e tentativi piu' recenti di una razionalizzazione tra una condizione necessaria genetica altamente ereditabile e l'interazione di questa con particolari condizioni ambientali, alcune delle quali addirittura intrauterine, uno studio anglo-tedesco, che trova spazio nel numero di Gennaio del Journal of Proteome Research rivela come i biomarcatori associati alla malattia non si riscontrino soltanto nel sistema nervoso centrale ma anche in altri tessuti, e rendano i soggetti schizofrenici maggiormente inclini ad altre patologie, quali diabete di tipo II e malattie cardiovascolari.
Sabine Bahn ha guidato un gruppo dell'Universita' di Cambridge e dell'Universita' di Colonia a scoprire che le proteine alterate legate alla schizofrenia si ritrovano anche nei tessuti epatici e nei globuli rossi dei pazienti esaminati. Dopo aver recentemente scoperto un corposo set di proteine alterate nel cervello di pazienti schizofrenici deceduti, in questo nuovo studio di proteomica la Bahn ha cercato le stesse proteine in tessuti non nervosi di pazienti deceduti e non (nel caso deli globuli rossi), scoprendone ben 14 a livello del fegato e 8 nei globuli rossi. Molte di queste agiscono accelerando lo stress ossidativo e, in generale, degradando il metabolismo energetico all'interno delle cellule: secondo l'autrice sarebbe proprio questa la causa primaria del progredire della malattia non solo a livello cerebrale, ma anche in altri distretti del paziente schizofrenico, portando all'insorgenza di numerose altre patologie croniche.
Questa scoperta e' importantissima non solo per capire meglio come la malattia agisce a livello cellulare e come essa progredisce, ma apre nuove strade allo sviluppo di strumenti diagnostici e di farmaci ad oggi non disponibili.
Ricordo infine ai lettori di Pikaia che Matt Ridley, noto divulgatore scientifico inglese, ha dedicato alla storia dello sviluppo delle conoscenze sulla schizofrenia un intero capitolo, intitolato La follia delle cause nel suo ultimo libro, Il gene agile (Adelphi, 2005); in esso l'autore discute sulla difficolta' nel distinguere tra causa ed effetto in sistemi di tale complessita'.

Paola Nardi

Bisogna avere orecchio

Alcune falene hanno evoluto una sofisticata capacita' di udire i richiami di ecolocazione dei pipistrelli, loro predatori.

Sebbene posseggano uno dei sistemi uditivi tra i piu' semplici fra gli animali, dotato fino a soli quattro neuroni collegati ad un minuscolo timpano, esse hanno acquisito nella loro storia evolutiva la capacita' di udire gli ultrasuoni usati dai pipistelli per coordinare le loro battute di caccia notturne. E non solo: James Windmill, un esperto in nanotecnologie, e i suoi colleghi della University of Bristol presentano dalle pagine di Current Biology una evidenza davvero sorprendente. Noctua pronuba, una falena particolarmente diffusa in Inghilterra, dimostra di essere in grado di modulare dinamicamente la frequenza alla quale risulta sensibile, accorgendosi dell'imminente attacco di un pipistrello: in questo frangente, infatti, il predatore utlizza ultrasuoni di frequenza piu' alta, in molti casi uscendo dal campo di sensibilita' della preda. Secondo il modello matematico elaborato dagli autori, l'orecchio N. pronuba si sintonizza rapidamente sulle alte frequenze non appena un aumento dell'intensita' dell'ultrasuono avverte la falena dell'arrivo del predatore, e questa sensibilita' permane addirittura per diversi minuti dopo che il primo attacco (e ultrasuono annesso) e' cessato.
Secondo Windmill, ci troviamo di fronte a una vera e propria escalation co-evolutiva, dato che alcuni pipistrelli mostrano di utilizzare diverse frequenze di ultrasuoni per confondere le proprie prede.

Paola Nardi