Thursday, November 08, 2007

L’EVOLUZIONE DI UN CANE MALIGNO

Sull’ultimo numero di Evolution & Development (vol. 9, p. 521, 2007) è pubblicato un piccolo articolo di Uri Frank, con il titolo uguale a quello di questa notizia, nel quale si dà un’interpretazione che si potrebbe definire fantascientifica di un articolo apparso sulla prestigiosa rivista Cell l’anno passato (Murgia et al., Cell, 126, 477, 2006).

I fatti: esiste un tumore dei cani (CTVT = tumore venereo canino trasmissibile) che ha due singolari caratteristiche: come dice il nome si trasmette da un individuo all’altro durante i rapporti, ed è in grado di annientare le difese immunitarie del ricevente. Un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra ha avuto l’idea di confrontare, con varie tecniche di biologia molecolare, il DNA di vari campioni di CTVT prelevati a cani in varie parti del mondo con i DNA dei cani e dei lupi, evidentemente già noti. Il risultato è stato sorprendente: i DNA dei tumori CTVT sono tremendamente simili l’uno con l’altro, si possono confrontare e si può ricostruire la loro storia passata (derivano da un'unica linea cellulare o canina o di lupo originatosi fra 200 e 2000 anni fa), ma soprattutto, e sorprendentemente, sono diversi dal DNA di tutti i cani e i lupi noti.

Il CTVT si comporta in tutto e per tutto come un parassita. Ad esempio, fanno notare gli autori dell’articolo di Cell, non uccide l’ospite velocemente, in modo da permettergli di trasmettere il CTVT ad altri individui, ottenendo così una diffusione mondiale. Dunque un tumore parassita. Entra qui in gioco Uri Frank, che nell’articolo citato fa un passo più in là, e si chiede: «che cosa è il CTVT per una persona della strada?» E la risposta è: «cancro». Poi: «che cosa è il CTVT per gli autori dell’articolo di Cell»? E la risposta è: «un parassita cellulare». Da ultimo si domanda: «per noi che ci interessiamo di evoluzione e di sviluppo, che cosa è il CTVT?» Ed è qui che la risposta scivola verso la fantascienza. Ma val la pena di rifletterci su, a mio avviso: «dunque, dice Frank, e se fosse un cane bizzarro che è diventato un parassita dei suoi simili?». Cani e CTVT sarebbero “specie sorelle” dal punto di vista genetico; sono isolate riproduttivamente (per motivi tecnici i DNA di cani e di CTVT non potrebbero “incrociarsi”); il CTVT si riproduce in modo asessuale, attraverso una regolare divisione cellulare, come in fondo molte specie unicellulari, ma anche alcuni animali, come i rotiferi bdelloidei. Non ha l’aspetto di un cane, questo è vero, ma si sa che innumerevoli specie di parassiti hanno radicalmente modificato il loro aspetto. Dunque, propone Frank: «… il CTVT è una nuova specie (che aspetta di essere denominata) di cane parassita, che si è evoluta molto recentemente (e in verità molto in fretta) e si è diffusa in tutto il mondo».

Si aspettano commenti dalla letteratura scientifica su questa sconcertante proposta.

Marco Ferraguti

Bibliografia:
Frank, U. The evolution of a malignant dog. Evolution & Development, v.9, n.6, p.521-522. 2007.
Murgia C, Pritchard JK, Kim SY, Fassati A, Weiss RA. Clonal origin and evolution of a transmissible cancer. Cell. 2006 Aug 11;126(3):477-87.

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