Se avete tempo a disposizione, provate questi semplici giochi e passatempi.
Sono offerti dal Museo della Scienza di Londra.
Paolo Coccia
Qui troverete avvisi, comunicazioni, segnalazioni su tutte le novita' che potrebbero interessarvi: articoli, libri, eventi, temi controversi, bibliografie, dossier, ecc....
Tuesday, December 04, 2007
Gli episodi integrali (7) del documentario sull'evoluzione della PBS Nova
Per ora sono visibili 5 episodi.......gli altri due saranno "presumibilmente" disponibili nelle prossime settimane.
Sul sito web di Google video potete assistere alla visione completa di ciascun episodio grazie alla PBS Nova. Eccoli uno per uno:
http://video.google.com/videoplay?docid=-9073555471451092793, Episode 1, Part 1 of 2. Darwin's Dangerous Idea, 57 min
http://video.google.com/videoplay?docid=1066758608286493679, Episode 1, Part 2 of 2. Darwin's Dangerous Idea, 59 min
http://video.google.com/videoplay?docid=6573746166487556397, Episode 2, Great Transformations, 56 min
http://video.google.com/videoplay?docid=8590222764542986609, Episode 5, Why sex, 57 min
http://video.google.com/videoplay?docid=-7000929389205786708, Episode 6, The Mind's Big Bang, 57 min
http://video.google.com/videoplay?docid=-8868710003807845640, Episode 7, What about God, 57 min
Paolo Coccia
Sul sito web di Google video potete assistere alla visione completa di ciascun episodio grazie alla PBS Nova. Eccoli uno per uno:
http://video.google.com/videoplay?docid=-9073555471451092793, Episode 1, Part 1 of 2. Darwin's Dangerous Idea, 57 min
http://video.google.com/videoplay?docid=1066758608286493679, Episode 1, Part 2 of 2. Darwin's Dangerous Idea, 59 min
http://video.google.com/videoplay?docid=6573746166487556397, Episode 2, Great Transformations, 56 min
http://video.google.com/videoplay?docid=8590222764542986609, Episode 5, Why sex, 57 min
http://video.google.com/videoplay?docid=-7000929389205786708, Episode 6, The Mind's Big Bang, 57 min
http://video.google.com/videoplay?docid=-8868710003807845640, Episode 7, What about God, 57 min
Paolo Coccia
Thursday, November 22, 2007
I taccuini segreti di Darwin
In occasione del Darwin Day di Milano, febbraio 2008, uscirà finalmente per conto della Laterza, la traduzione italiana, curata da Telmo Pievani, dei taccuini segreti di Darwin.
Ecco la descrizione bibliografica dell'opera:
Charles Darwin. Taccuini
Prefazione di Niles Eldredge. Traduzione di Isabella Blum. Laterza, 2008
Paolo Coccia
Ecco la descrizione bibliografica dell'opera:
Charles Darwin. Taccuini
Prefazione di Niles Eldredge. Traduzione di Isabella Blum. Laterza, 2008
Paolo Coccia
Il più grande artropode mai esistito, uno scorpione d'acqua del Devoniano
Non capita tutti i giorni di poter documentare dalla voce di un ricercatore a diretto contatto con gli studiosi, tale sensazionale scoperta. E' successo al nostro ricercatore Massimo Bernardi, da poco all'Università di Bristol. Proprio dallo stesso dipartimento, ci ha rilasciato il seguente articolo che volentieri pubblichiamo.
Nella nota zona fossilifera dell'Eifel, nell'area più orientale della Ardenne, è stato portato alla luce il più grande artropode mai vissuto nell'intera storia della vita su questo pianeta.
L'esemplare è stato classificato come Jaekelopterus rhenaniae, uno scorpione d'acqua; un feroce predatore dei rigogliosi e popolati bassifondi salmastri del periodo Devoniano, circa 400 Milioni di anni fa. L'esemplare, come spesso accade nei ritrovamenti paleontologici, si presenta tutt'altro che completo ed è sostanzialmente limitato ad una delle chele che, presumibilmente, veniva utilizzata in modo del tutto analogo a quanto gli scorpioni fanno oggi.
Secondo la ricostruzione eseguita da un team di studiosi inglesi, tedeschi ed americani, l'intero organismo poteva raggiungere i 3,5 metri di lunghezza a chele distese. Dopo mesi di “delicata preparazione” e una “soppesata fase di valutazione” del reperto – come sottolinea il primo autore dello studio, Dr Simon J. Braddy della Bristol University – l'articolo che ne presenta la scoperta verrà pubblicato nel prossimo numero del prestigiso periodico Biological Letters.
Gli artropodi rappresentano il più numeroso e diversificato gruppo di organismi viventi e, più in generale, il gruppo di maggior successo nell'intera storia della vita. Essi comprendono forme adattate alle più diverse condizioni ambientali, con i più disparati stili di vita: da parassiti obbligati a docili impollinatori sino a voraci predatori. Gli artropodi sono spesso poco visibili o sfuggenti alla nostra vista: la maggior parte dei componenti di questo gruppo hanno dimensioni millimetriche. Ben più familiari rappresentanti come calabroni, farfalle, ragni e gamberetti possono raggiungere dimensioni centimetriche; alcuni, come granchi ed aragoste, anche decimetriche. Tale generale limitazione nelle dimensioni è riconducibile al particolare ed unico percorso evolutivo che questo gruppo intraprese sin dalle sue origini. La caratteristica presenza di un'esoscheletro (contrapposto, ad esempio, al nostro scheletro, che è interno al corpo), di un sistema unico di locomozione e respirazione (ad esempio negli insetti) e l'alto costo energetico del processo di muta, possono essere addotti come fattori limitanti una eccessiva crescita della massa e del volume totale dell'organismo.
Caratteristicamente il periodo Carbonifero (circa 300 milioni di anni fa), però, vide l'evoluzione di artropodi terrestri 'giganti', come libellule e millepiedi che raggiunsero anche i 2 metri di lunghezza; tale evento è generalmente associato alle alte concentrazioni atmosferiche di ossigeno che persistevano in quel periodo e che, rendendo più efficiente il processo di respirazione, permisero di 'spingere verso il limite' le dimensioni di questi organismi. Lo scorpione d'acqua gigante oggetto della recente scoperta visse circa 100 milioni di anni prima di tale periodo ad alta concentrazione di ossigeno, ed il suo gigantismo non è quindi riconducibile a tale fattore. Simon Braddy e colleghi suggeriscono che “tale importante scoperta, unita al fatto che altri artropodi giganti siano stati ritrovati in momenti diversi della storia di questo gruppo [compreso l'attuale Granchio Gigante del Giappone che può raggiungere i 3 metri, n.d.t.] rafforza l'ipotesi che il 'gigantismo' si sia evoluto più volte ed indipendentemente dalle condizioni ambientali, forse come risposta alla competizione con altri organismi”.
Grazie alla mole ed alla potenza delle loro chele questi scorpioni d'acqua rappresentavano il vertice della catena alimentare devoniana; una catena alimentare nella quale i vertebrati (il gruppo del quale anche noi umani facciamo parte, ma che allora era rappresentato per lo più da particolari pesci 'corazzati') erano ben lungi dal rappresentare una minaccia per gli artropodi.
Massimo Bernardi
Le citazioni sono state tradotte fedelmente dalle parole del Dr S.J. Braddy.
Nella nota zona fossilifera dell'Eifel, nell'area più orientale della Ardenne, è stato portato alla luce il più grande artropode mai vissuto nell'intera storia della vita su questo pianeta.
L'esemplare è stato classificato come Jaekelopterus rhenaniae, uno scorpione d'acqua; un feroce predatore dei rigogliosi e popolati bassifondi salmastri del periodo Devoniano, circa 400 Milioni di anni fa. L'esemplare, come spesso accade nei ritrovamenti paleontologici, si presenta tutt'altro che completo ed è sostanzialmente limitato ad una delle chele che, presumibilmente, veniva utilizzata in modo del tutto analogo a quanto gli scorpioni fanno oggi.
Secondo la ricostruzione eseguita da un team di studiosi inglesi, tedeschi ed americani, l'intero organismo poteva raggiungere i 3,5 metri di lunghezza a chele distese. Dopo mesi di “delicata preparazione” e una “soppesata fase di valutazione” del reperto – come sottolinea il primo autore dello studio, Dr Simon J. Braddy della Bristol University – l'articolo che ne presenta la scoperta verrà pubblicato nel prossimo numero del prestigiso periodico Biological Letters.
Gli artropodi rappresentano il più numeroso e diversificato gruppo di organismi viventi e, più in generale, il gruppo di maggior successo nell'intera storia della vita. Essi comprendono forme adattate alle più diverse condizioni ambientali, con i più disparati stili di vita: da parassiti obbligati a docili impollinatori sino a voraci predatori. Gli artropodi sono spesso poco visibili o sfuggenti alla nostra vista: la maggior parte dei componenti di questo gruppo hanno dimensioni millimetriche. Ben più familiari rappresentanti come calabroni, farfalle, ragni e gamberetti possono raggiungere dimensioni centimetriche; alcuni, come granchi ed aragoste, anche decimetriche. Tale generale limitazione nelle dimensioni è riconducibile al particolare ed unico percorso evolutivo che questo gruppo intraprese sin dalle sue origini. La caratteristica presenza di un'esoscheletro (contrapposto, ad esempio, al nostro scheletro, che è interno al corpo), di un sistema unico di locomozione e respirazione (ad esempio negli insetti) e l'alto costo energetico del processo di muta, possono essere addotti come fattori limitanti una eccessiva crescita della massa e del volume totale dell'organismo.
Caratteristicamente il periodo Carbonifero (circa 300 milioni di anni fa), però, vide l'evoluzione di artropodi terrestri 'giganti', come libellule e millepiedi che raggiunsero anche i 2 metri di lunghezza; tale evento è generalmente associato alle alte concentrazioni atmosferiche di ossigeno che persistevano in quel periodo e che, rendendo più efficiente il processo di respirazione, permisero di 'spingere verso il limite' le dimensioni di questi organismi. Lo scorpione d'acqua gigante oggetto della recente scoperta visse circa 100 milioni di anni prima di tale periodo ad alta concentrazione di ossigeno, ed il suo gigantismo non è quindi riconducibile a tale fattore. Simon Braddy e colleghi suggeriscono che “tale importante scoperta, unita al fatto che altri artropodi giganti siano stati ritrovati in momenti diversi della storia di questo gruppo [compreso l'attuale Granchio Gigante del Giappone che può raggiungere i 3 metri, n.d.t.] rafforza l'ipotesi che il 'gigantismo' si sia evoluto più volte ed indipendentemente dalle condizioni ambientali, forse come risposta alla competizione con altri organismi”.
Grazie alla mole ed alla potenza delle loro chele questi scorpioni d'acqua rappresentavano il vertice della catena alimentare devoniana; una catena alimentare nella quale i vertebrati (il gruppo del quale anche noi umani facciamo parte, ma che allora era rappresentato per lo più da particolari pesci 'corazzati') erano ben lungi dal rappresentare una minaccia per gli artropodi.
Massimo Bernardi
Le citazioni sono state tradotte fedelmente dalle parole del Dr S.J. Braddy.
Tassonomia su Youtube
Un delizioso filmato che spiega a cosa serve la tassonomia
Parla della necessità della descrizione delle specie viventi e della difficoltà se la tassonomia non ci fosse. E' in inglese, comprensibile anche solo dalle immagini. Provate.
Marco Ferrari
Guardatelo su Pikaia
Parla della necessità della descrizione delle specie viventi e della difficoltà se la tassonomia non ci fosse. E' in inglese, comprensibile anche solo dalle immagini. Provate.
Marco Ferrari
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