Sunday, January 06, 2008

RETHINKING THE THEORETICAL FOUNDATION OF SOCIOBIOLOGY

Articolo importantissimo di Wilson & Wilson (Edward O. e David Sloan) sulla selezione di gruppo e la sociobiologia (Quarterly Review of Biology), che sta facendo molto discutere la comunità internazionale.
Il saggio è liberamente disponibile nel sito della rivista The Quarterly Review of Biology (December 2007, vol. 82, no. 4, pp. 327-348)
RETHINKING THE THEORETICAL FOUNDATION OF SOCIOBIOLOGY
David Sloan Wilson Departments of Biology and Anthropology, Binghamton University Binghamton, New York 13902 USA dwilson@binghamton.edu
Edward O. Wilson Museum of Comparative Zoology, Harvard University Cambridge, Massachusetts 02138 USA
Riporto anche l'abstract:
Current sociobiology is in theoretical disarray, with a diversity of frameworks that are poorly related to each other. Part of the problem is a reluctance to revisit the pivotal events that took place during the 1960s, including the rejection of group selection and the development of alternative theoretical frameworks to explain the evolution of cooperative and altruistic behaviors. In this article, we take a “back to basics” approach, explaining what group selection is, why its rejection was regarded as so important, and how it has been revived based on a more careful formulation and subsequent research. Multilevel selection theory (including group selection) provides an elegant theoretical foundation for sociobiology in the future, once its turbulent past is appropriately understood.

D.S Wilson ha anche da poco aperto un proprio Blog dove troverete altre informazioni sull'autore

Sulla critica e revisione dei concetti della sociobiologia segnalo anche questi commenti ad un altro articolo di Wilson pubblicato su Bioscience, gennaio 2008, Evolution of Eusociality in Insects:
Dalla rivista Le Scienze:
Eusocialità e selezione di gruppoL'attuale posizione di Wilson sull'eusocialità differisce da quella esposta nella sua opera pionieristica Sociobiologia. La nuova sintesi
Da Eureka:
Insects' 'giant leap' reconstructed by founder of sociobiology. A survey of advanced social organization in insects calls into question the standard explanation for eusociality

...e dal Blog Ocasapiens della Coyaud.

Paolo Coccia

Gould in mp3 e Zimmer/Ward (sempre in mp3) sulle estinzioni di massa

Segnalo che é possibile scaricare in formato mp3 diverse interviste con, e sul compianto biologo S.J. Gould
Oltre alle seguenti:
Remembering Stephen Jay GouldQuirks & Quarks for May 25, 2002http://www.cbc.ca/quirks/archives/01-02/may2502.htm

Il libro "Wonderful live" ha ispirato anche un´"opera moderna", ascoltabileonline (menzionata nelle interviste):
The Burgess Shale by R. SteigerLos Angeles Philharmonichttp://rand.info/rands/text/burgess_shale.html

......è scaricabile, altrettanto in formato mp3, una discussione tra il giornalistascientifico C. Zimmer e il paleontologo Peter Ward sul ruolo delle catastrofi nell'ambito delle estinzioni di massa.
http://scienceblogs.com/loom/2007/12/16/mass_extinctions_past_and_futu.php
http://www.bloggingheads.tv/diavlogs/7431

David Bressan

Promuovere l'educazione dell'evoluzione

Un gruppo di società scientifiche statunitensi chiede che la comunità scientifica sia più coinvolta nell'educazione, soprattutto quando si tratta di evoluzione... prima che sia troppo tardi

Evolution and Its Discontents: A Role for Scientists in Science Education.
Ecco il titolo dell'articolo pubblicato su FASEB per chiedere un maggior coinvolgimento nell'educazione da una coalizione di società scientifiche (American Association of Physics Teachers, American Astronomical Society, American Chemical Society, American Institute of Biological Sciences, American Institute of Physics, American Physical Society, American Physiological Society, American Society for Investigative Pathology, American Society for Pharmacology and Experimental Therapeutics, American Society of Human Genetics, Biophysical Society, Consortium of Social Science Associations, Geological Society of America, Federation of American Societies for Experimental Biology, National Academy of Sciences, National Science Teachers Association, and Society for Developmental Biology).

Chiara Ceci

Breakthrough of the Year 2007: l'Italia c'è

Science premia la ricerca italiana nominando nella lista delle migliori dell'anno appena concluso una ricerca di paleoantropologia che coinvolge ricercatori italiani, effettuata su reperti del Museo di Storia Naturale di Verona.

Come ogni fine anno Science ha pubblicato una selezione dei lavori scientifici di maggiore rilevanza usciti nel corso del 2007. In prima pagina ha menzionato lo studio del DNA nucleare dei reperti neandertaliani di Riparo Mezzena (Vajo Gallina, Avesa) e della Grotta di El Sidron (Asturie, Spagna), pubblicato su Science in novembre.
Carles Lalueza-Fox et al., A Melanocortin 1 Receptor Allele Suggests Varying Pigmentation Among Neanderthals. Science 30 November 2007: Vol. 318. no. 5855, pp. 1453 - 1455

L'importanza della notizia non sta solo nel fatto che ricercatori italiani possano competere con i grandi e molto meglio finanziati gruppi di ricerca stranieri, ma che è italiano anche il fossile su cui è stata effettuata per la prima volta la sequenza di DNA nucleare di nostri antenati estinti. Dall'analisi del collagene, la sostanza organica che contiene il DNA, estratto da un neanderthaliano che viveva in Lessinia tra 40 e 50 mila anni fa si è potuti risalire al suo aspetto fisico. E' stato un pò come sviluppare una fotografia scattata migliaia di anni fa. L'analisi delle basi che compongono quel frammento di DNA che codifica per colore di pelle e occhi e dei capelli, ha piano piano rivelato i suoi segreti restituendoci un'immagine del nostro antenato con pelle e occhi chiari, caratteri associati ai capelli rossi. Così, dopo quasi due anni di ricerche, ma soprattutto dalla profondità dei tempi preistorici è riapparsa l'immagine dell'Uomo di Neanderthal che popolava le grotte delle colline e della montagna veronese. Apparentemente si era trovato piuttosto bene nel rifugio offerto dai Lessini le cui valli, esposte a sud, assicuravano un lungo irraggiamento solare anche in quel periodo climaticamente piuttosto freddo che risale all'ultima glaciazione, durante la quale a intervalli estremamente rigidi si succedevano fasi un pò più temperate. A questo aggiungiamo la ricchezza in grotte e ripari offerte dall'intensa azione carsica che ha interessato milioni di anni fa il substrato calcareo delle nostre montagne, l'abbondanza di acqua e ampi territori per la caccia agli ungulati e la estrema facilità di trovare la selce, quella roccia che percossa con martelli in legno o roccia danno lame e schegge tagliente con cui macellare e trattare le carcasse degli animali. I siti con evidenze della presenza neandertaliana nel territorio sono Grotta di S. Cristina, Riparo Fumane e Riparo Tagliente, solo per citare quelli in cui gli scavi sono attivi - ammontano ad alcune decine ma solo il Riparo Mezzena nel vajo Gallina presso Avesa ha dato resti fossili umani. E' chiaro quindi che il fuoco dell'attività investigativa si sia concentrato su un tale tesoro.

L'attenzione della alta ricerca internazionale è molto attiva sul fronte di questi nostri antenati tanto che assieme all'articolo sul fossile veronese ne sono stati selezionati altri cinque. Quello che tratta di un aspetto comparativo della crescita e della più rapida maturazione dei neandertaliani rispetto all'uomo anatomicamente moderno mentre quello in cui viene proposto che Neanderthal e uomo moderno abbiano le stesse due mutazioni nel gene FO XP2, il gene coinvolto nello sviluppo del linguaggio è ancora argomento di dibattito in quanto un altro degli articoli citati nel Breakthrough of the Year, sostiene che non si può ricorrere a nessuna possibilità di incrocio tra neanderthal e sapiens. Il mistero quindi della presenza di geni che manifestano sia nel nostro antenato che nei sapiens moderni caratteri analoghi (le variazioni del colore di pelle e occhi e dei capelli o la capacità di parlare) rimane molto fitto e non c'è da stupirsi se il proseguimento di queste ricerche è già stato indicato come un buon candidato per essere breakthrough anche del 2008.Se deve essere un auspicio ci auguriamo che gli aruspici per l'anno appena iniziato siano con il fossile veronese e con gli italiani che stanno lavorando a così alto livello. L'ultimo degli articoli incluso nel prestigiosissimo elenco è lo studio del DNA estratto dai peli di Mammuth conservati nei Musei della Siberia - ci da lo spunto per una profonda riflessione tutta locale. I reperti che hanno permesso a David Caramelli, genetista dell'Università di Firenze, Laura Longo, conservatore di Preistoria del Museo di Storia Naturale di Verona, e Silvana Condemi, paleoantropologia del CNRS di Marsiglia, di raggiungere questo risultato unico nella carriera di uno scienziato, vengono dalle collezioni del Museo di Storia Naturale di Verona.Se fossimo negli USA un risultato del genere significherebbe una montagna di soldi per la ricerca e grandi riconoscimenti per le istituzioni coinvolte. Purtroppo non siamo in America e l'unica cosa che ci resta da sperare è che al Museo di Storia Naturale più antico del mondo e alle sue importantissime collezioni sia dedicata - anche in patria - l'attenzione e la cura che meritano. Attenzione che il mondo scientifico internazionale gli ha già assicurato: con questi risultati le collezioni della sezione di Preistoria sono già nella storia della scienza e ci resteranno per sempre.

Il Museo e le sue collezioni invece sono in cerca di casa, cerchiamo di dargliene una dignitosa, almeno al pari dell'importanza che ha svolto e continua a svolgere nella storia della scienza e della città .

Laura Longo

Tesi di Laurea Conan, Kyashan, Harlock: frattura e ricomposizione tra natura e cultura nell'animazione seriale giapponese

Segnalo la tesi di Fabio Bartoli dal titolo:
Conan, Kyashan, Harlock: frattura e ricomposizione tra natura e cultura nell'animazione seriale giapponese.
Facoltà di Scienze della comunicazione, Corso di laurea in Scienze della comunicazione, Anno accademico 2005-2006, Università di Roma "La Sapienza".
Relatore: prof. Alberto Abruzzese, correlatore: prof. Pierpaolo Leschiutta

Riporto il sommario e l'introduzione al testo della tesi.
Introduzione
Capitolo 1
Iperestensione culturale: itinerario storico-filosofico-antropologico 1.1 Prologo: Epimeteo, Prometeo e la doppia “paternità” dell’uomo 1.2 Il cosmo greco e l’equilibrio tra il principio libertà e il principio necessità 1.3 Primo intermezzo: la marcia di Alessandro, le strade di Roma e le vie del Signore 1.4 L’ordine cosmico medioevale e la prevalenza del principio necessità 1.5
Secondo intermezzo: le navi di Colombo, la Bibbia di Gutenberg, le quarantadue mosse del Principe Maurizio e il cannocchiale di Galileo 1.6 Rivoluzioni e astrazioni: la definitiva affermazione del principio libertà 1.7 Terzo intermezzo: dal Dr. Frankenstein a Los Alamos, Prometeo si sostituisce ad Epimeteo e Zeus 1.8 Atena in bilico tra asservimento e redenzione 1.9 Epilogo: Deucalione, Pirra e il recupero della nostra “maternità”
Capitolo 2
Effetti dell’iperestensione culturale: il Giappone quale osservatorio privilegiato 2.1 Dalle navi di Colombo a quelle di Perry: Prometeo bussa ad una porta antichissima 2.2 Wakon-Yosai: le ragioni del tramonto del Sol Levante 2.3 Troppi soli sul carro di Hirohito: l’Imperatore spalanca la porta a Prometeo
Capitolo 3
Immaginario dell’iperestensione culturale: la Science-Fiction giapponese quale prodotto più significativo 3.1 Sulle tracce di Prometeo: il paradigma indiziario come metodo di studio per il prodotto culturale 3.2 Giappone post-bellico e industria culturale: il “germe” del progresso e l’“antidoto” della Science-Fiction 3.3 Spie del conflitto 3.1 Prometeo VS Gea 3.2 Prometeo VS Mnemosine 3.3 Prometeo VS Epimeteo
Capitolo 4
Conan il ragazzo del futuro 4.1 Il nonno: errori e moniti di una generazione “iperestesa” 4.2 Conan, l’eterna alba dell’uomo nuovo 4.3 Lana, Atena telepatica in contatto con Gea 4.4 Gimsy, dall’Isola della Plastica alla ricerca di Ermes 4.5 Il Dr. Rao, l’eredità di un ripensamento 4.6 Lepka, l’ultimo dei Neanderthaliani 4.7 Deiss, l’evoluzione di Deucalione 4.8 Monsley, il risveglio di Pirra 4.9 Il Barracuda, la struttura socio-economica della nuova umanità 4.10 L’Isola perduta, le rovine e il “ritorno” 4.11 Indastria, il peso della “gabbia d’acciaio” e il naufragio della ragione strumentale 4.12 Hyarbor, Gemeinschaft dei mulini
Capitolo 5
Kyashan il ragazzo androide 5.1 Brieking e gli androidi, ovvero la parabola di Efesto: dalle Erinni dell’iperestensione… 5.2 …alle Eumenidi della riconciliazione 5.3 Da Tetsuya a Kyashan, anatomia di un conflitto sanato dallo spirito 5.4 Luna, piccola Gea custode dell’organico 5.5 Da Midori a Swanee: come la nottola di Minerva diventa il cigno di Prometeo 5.6 Le sorti di Atena 5.7 Efesto VS Atena 5.8 Da Lucky a Flender, l’evoluzione di un vecchio amico per affrontare una nuova preistoria
Capitolo 6
Capitan Harlock 6.1 Il riscatto di Mnemosine 6.2 Brave new world 6.3 Capitan Harlock, ronin a cavallo tra Mnemosine e Prometeo 6.4 Raflesia e le Mazoniane, sangue e linfa del Prometeo scatenato 6.5 Il prof. Dayu, Cuzuco e Tochiro Oyama: dalla nuova caverna alla grande valle verde 6.6 Tadashi e Yuki, la rinascita di Atena 6.7 Alkadia, Prometeo memore di Epimeteo e Gea 6.8 Met, la canzone di Hiroshima 6.9 Kirita, la scintilla di Atena torna a brillare con quella di Efesto 6.10 Mayu, l’assolutezza dell’imperativo jonasiano 6.11 Ikaru e Vina come Deucalione e Pirra: la speranza del Pianeta Umano
Conclusioni

Introduzione della tesi

Argomento di questo scritto è il conflitto tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale, determinato dallo sviluppo della seconda che, procedendo ad un ritmo lineare e cumulativo, ha soppiantato la prima, stabilizzatasi con la nascita della specie Homo sapiens ormai più di centomila anni fa. L’evoluzione culturale è a sua volta divisibile in evoluzione sociale ed evoluzione tecnologica; è stata proprio la seconda, concernente tutte le nostre estensioni, a decollare e a sfuggire al nostro controllo, tanto da poter parlare di “iperestensione culturale”, termine coniato dallo scienziato americano David P. Barash. Soggetto centrale dell’evoluzione tecnologica è la moderna tecnica, il cui sviluppo, determinato da dinamiche storiche, filosofiche ed antropologiche sviluppatesi in seno all’Europa, è l’oggetto del primo capitolo. Nel secondo si analizza come proprio la tecnica, dispiegandosi in maniera via via sempre più planetaria, abbia mutato radicalmente il volto del Giappone, giunto in un certo senso “vergine” all’incontro con essa in seguito alla sua particolare situazione storica e culturale. Un processo, questo, che vede il suo culmine nell’uso della bomba atomica da parte degli Stati Uniti contro il paese del Sol Levante. Oggetto del terzo capitolo è il prodotto culturale fantascientifico d’animazione nipponico, che costituisce a nostro avviso l’esempio più significativo dell’immaginario determinato dall’iperestensione culturale. Tramite esso, il Giappone ha elaborato gli “anticorpi” necessari ad assorbire il suo processo di drastica e coatta modernizzazione. Oggetto dei successivi tre capitoli sono altrettanti case histories: Conan il ragazzo del futuro, Kyashan il ragazzo androide e Capitan Harlock. Ragione della scelta è la natura stessa delle tre serie in questione, ognuna dotata di una propria specificità ed originalità che le rendono altamente significative ed uniche nel loro genere. Oltre, naturalmente, alla loro capacità di analizzare la questione oggetto di questo lavoro in maniera a nostro avviso ineguagliabile ed ineguagliata.

Paolo Coccia