E' uscito un nuovo fascicolo della rivista BIOLOGY AND PHILOSOPHY (2007, vol. 22, n. 2). Contiene numerosi articoli e riflessioni sull'ID, sul Papa, sulla speciazione, sul concetto di selezione naturale.
Ecco il sommario:
1 Size doesn't matter: towards a more inclusive philosophy of biology O'Malley, Maureen, Duprè, John
2 Occam's Razor in science: a case study from biogeography Baker, A.
3 Intelligent design and the NFL theorems Hoggstrom, Olle
4 What is natural selection? Brunnander, Bjorn
5 The dimensions, modes and definitions of species and speciation Wilkins, John
6 Evolution, altruism and cognitive architecture: a critique of Sober and Wilson's argument for psychological altruism Stich, Stephen
7 Is the Pope a Catholic? Ghiselin, Michael
8 Reports of the death of the gene are greatly exaggerated Knight, Rob
9 Is ''evolutionary psychology'' even possible? A review of Adapting Minds , by David Buller Ferguson, Sally
Buona lettura,
Paolo Coccia
Qui troverete avvisi, comunicazioni, segnalazioni su tutte le novita' che potrebbero interessarvi: articoli, libri, eventi, temi controversi, bibliografie, dossier, ecc....
Wednesday, July 04, 2007
Anisn-News Speciale evoluzione
Ritorna prepotentemente alla ribalta, o così sembra, la discussione sull’evoluzione. L’occasione questa volta viene da lontano: un testo viene “misteriosamente” e senza richiesta recapitato gratis dall’Ungheria ad una folta serie di insegnanti di Liceo Scientifico, scelti nel panorama scolastico italiano in diverse sedi ed in diverse regioni italiane.
Si tratta di un voluminoso tomo dal seducente titolo “Atlante dell’Evoluzione” con centinaia di pagine e riccamente illustrato, con annesso CD intitolato "I fossili hanno screditato l'evoluzione" di un certo Adnar Oktar. In questo testo vengono riproposti in modo piuttosto aggressivo temi già noti, ma apparentemente mai sopiti, di creazionismo tout-court, contrapposto all’evoluzionismo, che sarebbe sfociato ne “la violenza, il nazismo e il comunismo, figli diretti del darwinismo”. Apparentemente, si tratta di un vero e proprio programma di divulgazione culturale a livello capillare e, forse, globale.
Questo numero esce con l’intento di chiarire le idee su questo fenomeno e dare alcuni spunti di riflessione a riguardo.
Emanuele Piccioni
ANISN
Si tratta di un voluminoso tomo dal seducente titolo “Atlante dell’Evoluzione” con centinaia di pagine e riccamente illustrato, con annesso CD intitolato "I fossili hanno screditato l'evoluzione" di un certo Adnar Oktar. In questo testo vengono riproposti in modo piuttosto aggressivo temi già noti, ma apparentemente mai sopiti, di creazionismo tout-court, contrapposto all’evoluzionismo, che sarebbe sfociato ne “la violenza, il nazismo e il comunismo, figli diretti del darwinismo”. Apparentemente, si tratta di un vero e proprio programma di divulgazione culturale a livello capillare e, forse, globale.
Questo numero esce con l’intento di chiarire le idee su questo fenomeno e dare alcuni spunti di riflessione a riguardo.
Emanuele Piccioni
ANISN
Paola Bressan. Il colore della luna. Come vediamo e perché. Laterza
Segnalo questo libro per due motivi. Il primo riguarda l'impostazione evoluzionistica data all'argomento e il secondo la prassi, ancora poco applicata sul web, di accostare alla pubblicazione del libro anche un sito web (in questo caso un Blog) per cercare il coinvolgimento dei lettori e avviare così uno scambio reciproco di informazioni sull'argomento direttamente con l'autore!
La scheda del libro la trovate sul sito della Laterza
Scrive l'autrice:
QUESTO LIBRO E' RIVOLTO A CHI PROVA INTERESSE PER LA SCIENZA, PER LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE E PER LA PSICOLOGIA; E A TUTTI COLORO CHE SONO CURIOSI DI CAPIRE COME VEDIAMO E PERCHE', ANCHE SE NON SE LO ERANO MAI CHIESTI PRIMA D'ORA.
Dal sito della Laterza riporto:
È opinione comune che il mondo appaia come lo vediamo semplicemente perché è così. Al contrario, la realtà che ci sta davanti è, per intero, una costruzione del nostro cervello. In pagine sorprendenti e curiose, Paola Bressan svela i complessi fondamenti scientifici dei piccoli misteri che costellano la nostra vita quotidiana. Scopriremo come costruiamo il mondo e perché lo costruiamo in questo modo, a partire dalla catena di eventi che precede la percezione visiva, via via fino ai colori, alla tridimensionalità e alla ragione per cui alcune cose ci appaiono in movimento. No, la risposta non è perché sono in movimento.
Indice
Introduzione - 1. La luce - 2. Il sistema visivo - 3. Come vediamo i colori - 4. Come vediamo i grigi - 5. Come vediamo gli oggetti - 6. Come vediamo la profondità - 7. Come vediamo il movimento - Note
Paola Bressan. Il colore della luna. Come vediamo e perché. Laterza,collana I Robinson, pp. 208
Paolo Coccia
La scheda del libro la trovate sul sito della Laterza
Scrive l'autrice:
QUESTO LIBRO E' RIVOLTO A CHI PROVA INTERESSE PER LA SCIENZA, PER LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE E PER LA PSICOLOGIA; E A TUTTI COLORO CHE SONO CURIOSI DI CAPIRE COME VEDIAMO E PERCHE', ANCHE SE NON SE LO ERANO MAI CHIESTI PRIMA D'ORA.
Dal sito della Laterza riporto:
È opinione comune che il mondo appaia come lo vediamo semplicemente perché è così. Al contrario, la realtà che ci sta davanti è, per intero, una costruzione del nostro cervello. In pagine sorprendenti e curiose, Paola Bressan svela i complessi fondamenti scientifici dei piccoli misteri che costellano la nostra vita quotidiana. Scopriremo come costruiamo il mondo e perché lo costruiamo in questo modo, a partire dalla catena di eventi che precede la percezione visiva, via via fino ai colori, alla tridimensionalità e alla ragione per cui alcune cose ci appaiono in movimento. No, la risposta non è perché sono in movimento.
Indice
Introduzione - 1. La luce - 2. Il sistema visivo - 3. Come vediamo i colori - 4. Come vediamo i grigi - 5. Come vediamo gli oggetti - 6. Come vediamo la profondità - 7. Come vediamo il movimento - Note
Paola Bressan. Il colore della luna. Come vediamo e perché. Laterza,collana I Robinson, pp. 208
Paolo Coccia
Creazionisti da museo
A fine maggio girò la notizia del Museo della Creazione inaugurato a Petersburg in Kentacky. Sembrava una barzelletta ma purtroppo è la realtà: esiste davvero.
“Il Museo della Creazione è un esperienza unica, una passeggiata nel tempo che mostra gli eventi significantivi, che hanno cambiato la vita nel passato, illuminando l’effetto della storia biblica sul presente e sul futuro del mondo”. Così è presentato il museo nel sito ufficiale.
C’è però chi crede, e sono i più, che di illuminante ci si trovi ben poco. Ne parlò tra i molti anche il New York Times e se ne continua a parlare oggi nei blog.
Leggendo il racconto di George Packer, giornalista del New Yorker's che lo ha visitato, l’esperienza è stata agghiacciante. Nel suo commento Parker dice che “visitando il museo si è forzati a seguire un percorso che sala dopo sala ti porta a seguire la narrazione di come l’abbandono delle scritture abbia portato alla rovina il mondo di oggi”.
La cosa preoccupante che emerge è che ogni anno un 250 mila persone visiteranno il museo, e la maggior parte di questi saranno bambini. “Verranno indottrinati da questo luogo che è un ibrido tra un museo di storia naturale e un centro di propaganda politica”. Per Parker visitare il museo è stato come essere “un dissidente circondato dalle bugie di uno stato totalitarista”.
Pensare che ci sia gente che davvero ritenga possibile che il mondo sia stato creato in una settimana può sembrare assurdo. E forse lo è. Indubbiamente, il fatto che siano stati investiti molti milioni di dollari per realizzare un museo che racconta delle assurdità qualcosa vorrà pur dire. La difesa dell’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole americane e, più in generale, di una visione della vita di tipo naturalistico è sicuramente un argomento caldo.
L’esistenza di un museo che pretende di fare del racconto biblico una narrazione scientifica della storia della vita sulla Terra è senz’altro da non sottovalutare. I più pessimisti, come Parker, sono preoccupati e temono che questo museo influenzerà lo sviluppo della prossima generazione di cristiani nella guerra in atto contro l’America secolare e scientifica. Certamente non c’è da stare allegri.
Chiara Ceci
“Il Museo della Creazione è un esperienza unica, una passeggiata nel tempo che mostra gli eventi significantivi, che hanno cambiato la vita nel passato, illuminando l’effetto della storia biblica sul presente e sul futuro del mondo”. Così è presentato il museo nel sito ufficiale.
C’è però chi crede, e sono i più, che di illuminante ci si trovi ben poco. Ne parlò tra i molti anche il New York Times e se ne continua a parlare oggi nei blog.
Leggendo il racconto di George Packer, giornalista del New Yorker's che lo ha visitato, l’esperienza è stata agghiacciante. Nel suo commento Parker dice che “visitando il museo si è forzati a seguire un percorso che sala dopo sala ti porta a seguire la narrazione di come l’abbandono delle scritture abbia portato alla rovina il mondo di oggi”.
La cosa preoccupante che emerge è che ogni anno un 250 mila persone visiteranno il museo, e la maggior parte di questi saranno bambini. “Verranno indottrinati da questo luogo che è un ibrido tra un museo di storia naturale e un centro di propaganda politica”. Per Parker visitare il museo è stato come essere “un dissidente circondato dalle bugie di uno stato totalitarista”.
Pensare che ci sia gente che davvero ritenga possibile che il mondo sia stato creato in una settimana può sembrare assurdo. E forse lo è. Indubbiamente, il fatto che siano stati investiti molti milioni di dollari per realizzare un museo che racconta delle assurdità qualcosa vorrà pur dire. La difesa dell’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole americane e, più in generale, di una visione della vita di tipo naturalistico è sicuramente un argomento caldo.
L’esistenza di un museo che pretende di fare del racconto biblico una narrazione scientifica della storia della vita sulla Terra è senz’altro da non sottovalutare. I più pessimisti, come Parker, sono preoccupati e temono che questo museo influenzerà lo sviluppo della prossima generazione di cristiani nella guerra in atto contro l’America secolare e scientifica. Certamente non c’è da stare allegri.
Chiara Ceci
Dove va il creazionismo, in un articolo di The Economist
Un articolo del giornale inglese The Economist, uscito in aprile, fa un po' il riassunto del creazionismo fuori dall'America.
Parte dal famoso "Atlante della creazione", i 5 chili di spazzatura di Harun Yahya, per analizzare la situazione nei paesi islamici, in Inghilterra, in Kenya e in altre nazioni (Italia e Brasile in particolare).
Da leggere con attenzione, perché è un ottimo punto di partenza per analisi successive e conseguenze del creazionismo anche in Italia.
Marco Ferrari
Parte dal famoso "Atlante della creazione", i 5 chili di spazzatura di Harun Yahya, per analizzare la situazione nei paesi islamici, in Inghilterra, in Kenya e in altre nazioni (Italia e Brasile in particolare).
Da leggere con attenzione, perché è un ottimo punto di partenza per analisi successive e conseguenze del creazionismo anche in Italia.
Marco Ferrari
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