Wednesday, July 04, 2007

L’orologiaio miope e le strane bestie

Un nuovo blog che parla di creature strane, a volte brutte e poco simpatiche: animali, che non sembrano tanto disegnate dal famoso “orologiaio cieco”, quanto da qualcosa di miope e distratto. L'autrice si racconta.

“Questo blog parla di creature strane, a volte brutte e poco simpatiche. Di quegli animali, insomma, non abbastanza fotogenici per i divulgatori televisivi, non abbastanza esemplari per i testi patinati, non abbastanza grandi per essere notati comunque. Di quelle creature, insomma, che non sembrano tanto disegnate dal famoso “orologiaio cieco”, quanto da uno miope e distratto”.

Ecco come descrive il suo blog, L'OROLOGIAIO MIOPE, la sua autrice. Lisa Signorile vive a Londra, per pagare le bollette insegna scienze e per passione si occupa di zoologia. Si interessa in particolare di micromammiferi e al momento lavora a un atlante istologico dei peli dei mammiferi centroamericani. Nel tempo libero fa volontariato per lo zoo di Londra (dove è stata ritratta nella foto).

Ma come le è venuta l’idea del blog? Lisa racconta che “parlando con i visitatori allo zoo e scrivendo su gruppi di discussione che parlano di animali, mi sono resa conto che c'e' molta gente curiosa e che vorrebbe saperne di più, ma spesso i testi che si trovano in giro sono o troppo tecnici o troppo divulgativi, e a me fa piacere condividere quel pochissimo che so”.
Ci ha spiegato che l'insegnamento le e' stato utile per imparare un approccio divulgativo alle scienze naturali, mantenendo però un lato "tecnico",. Allo zoo vede che la gente si entusiasma quando gli descrive le abitudini di questo o quell'animale, e si è quindi detta: "perchè no?".
E così nasce L’orologiaio cieco. Blog simpatico e interessante che racconta le storie curiose proprio di animali bizzarri. "Per me è una attività molto istruttiva: ad ogni post che scrivo imparo anche io sempre qualcosa di nuovo. Diciamo che come hobby lo trovo piu' avvincente che collezionare francobolli...".

Chiara Ceci

Una breve introduzione alla teoria dell'evoluzione

Il quotidiano Repubblica, mercoledi 27 giugno ha pubblicato la prima parte di una breve introduzione alla teoria evolutiva cui ne seguiranno altre.
I testi sono curati da Luigi e Luca Cavalli Sforza che non hanno bisogno di presentazioni. L'argomento è svolto con estrema chiarezza, rigore e semplicità.
Vi invito a recuperare il primo articolo....insieme seguiamo il successivo o i successivi contributi.

Paolo Coccia

Cosa pensano gli scienziati evoluzionisti su religione ed evoluzione

Pensavo che avrebbero sostenuto l'idea di Gould sui due magisteri separati....invece i risultati dell'indagine pubblicata nel fascicolo di Luglio-Agosto di American Scientist (Evolution, Religion and Free Will di Gregory W. Graffin, William B. Provine) mostrano che oltre il 70% dei 149 intervistati hanno una posizione prettamente naturalistica:
la religione è frutto di un adattamento evolutivo!

Paolo Coccia

I mattoncini Lego e gli algoritmi evolutivi

The Lego Bridge is a structure made out of Lego bricks that is obtained by an evolutionary algorithm running a computer simulation of the physical properties of Legos.Lo stesso concetto è stato applicato a un albero e una gru.

Paolo Coccia

I maschi attraenti costano di più

Le iguane femmine che trascorrono più tempo nei lek alla ricerca di un maschio migliore perdono molto peso e depongono uova più piccole.

Nel regno animale esistono varie forme di poliginia, quel sisetma socio-sessuale in cui un maschio si accoppia con svariate femmine. Una di queste forme è la poliginia in lek o arene: i maschi si riuniscono in luoghi determinati e difendono una piccola area, che non contiene nulla di attraente per le femmine a parte il machio stesso, nella quale avviene il corteggiamento e l'eventuale copula. Si pensava che questo tipo di comportamento sessuale non avesse particolari conseguenze in termini di dispendio di energie per le femmine, le quali devono solamente scegliere il maschio con cui accoppiarsi tra i tanti presenti nelle vicinanze, senza dover percorrere lunghe distanze.

Uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE ha dimostrato che le femmine di iguana marina delle Galapagos (Amblyrhynchus cristatus), che si riproducono in lek, possono patire costi energetici ingenti nel processo di selezione del potenziale partner. Un gruppo di ricercatori della Princeton University ha misurato il dispendio energetico delle femmine durante la scelta del compagno, sottolineando che quegli individui che trascorrono più tempo nel lek alla ricerca di un maschio più attraente, perdono buona parte del loro peso corporeo. Altre conseguenze negative di questa attesa è la produzione di uova più piccole, spesso meno vitali, rispetto a quelle delle femmine che si accoppiano prima, e la perdita di tempo che non viene così impiegato per il foraggiamento e la difesa dai predatori. Questa riduzione del peso può far calare fortemente le probabilità di sopravvivenza, soprattutto quando si manifesta il fenomeno di El Nino, che porta ad un riscaldamento delle acque marine superficiali e ad una riduzione della disponibilità di cibo.
Dal momento che l'accoppiamento con maschi di alta qualità comporta questi numerosi svantaggi in termini di sopravvivenza, il vantaggio riproduttivo deve essere perciò maggiore. Si può pensare che i costi siano compensati da un migliore contributo genetico maschile che conferirà ai figli delle iguane una maggiore fitness. Ora il gruppo di studio è impegnato nella quantificazione di questi probabili benefici, con lo scopo di comprendere a fondo i comportamenti sessuali in questa specie e fare luce sull'evoluzione della selezione sessuale, una delle principali forze evolutive.
Per la prima volta, dunque, viene dimostrato sperimentalmente che anche le femmine possono pagare degli ingenti costi se vogliono accoppiarsi con un buon maschio.
L'articolo "High Costs of Female Choice in a Lekking Lizard" è disponibile sul sito PLoS ONE.

Andrea Romano