La capacità di percepire le tonalità rosse e arancioni, acquisita nella ricerca del cibo, avrebbe favorito la comparsa di pellicce di questi colori e lo sviluppo di alti livelli di socialità nei Primati.
La capacità di distinguere le colorazioni rosse ed arancioni avrebbe favorito i Primati a sviluppare alti livelli di socialità. Questa tesi è sostenuta da André Fernandez e Molly Morris, primatologi della Ohio University, pubblicata sulla rivista American Naturalist.
I ricercatori ipotizzano che l'abilità di determinare le radiazioni di diversi colori, in particolare blu, rosso e verde, di molti Primati, tra cui l'uomo, sarebbe emersa per consentire loro il riconoscimento delle risorse alimentari disponibili. Infatti, con l'acquisizione di tale capacità i Primati furono in grado di riconoscere i frutti maturi da quelli acerbi e le foglie più giovani e morbide da quelle vecchie più coriacee. In seguito, questo vantaggio acquisito nella selezione del cibo si sarebbe tradotto in un vantaggio nella scelta del partner riproduttivo, portando alla comparsa di colorazioni intense e vivaci della pelle e della pelliccia attraverso la selezione sessuale.
Per dimostrare questa idea, i ricercatori hanno elaborato un albero filogenetico che comprende 203 specie di Primati e mette in relazione le diverse specie sulla capacità di visione dei colori, sul possesso di pelliccie colorate e sul livello di aggregazione. Valutando le affinità è stato possibile ricostruire statisticamente quali tratti appartenevano agli antenati comuni più antichi e capire quali caratteri siano maggiormente correlati fra loro.
I risultati indicano che le specie in grado di riconoscere meglio le colorazioni rosse ed arancioni mostrano spesso pellicce di queste tonalità e vivono in gruppi molto aggregati. Dunque il livello di socialità è correlato alla capacità di percepire i colori, tramite la quale è possibile valutare i potenziali compagni dall'intensità della colorazione della pelliccia, carattere che sembra essere diventato oggetto di preferenza e selezione sessulale.
Andrea Romano
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Friday, June 01, 2007
ERNST HAECKEL e la visione monistica del mondo
Volentieri proponiamo l’estratto della tesi di Giorgio Tarditi.
Relazione Finale di Giorgio Tarditi, Università di Genova, Facoltà di scienze Matematiche, fisiche e naturali, Corso di laurea in scienze naturali. Anno accademico 2004/05
Sommario
Capitolo 1
La vita - L’infanzia e la giovinezza - La vocazione naturalistica e gli anni dell’università - La maturità e gli anni del “darwinismus” - Il monismo e gli ultimi anni - Haeckel e l’Italia - I viaggi - La carriera accademica e i riconoscimenti
Capitolo 2
Le opere principali - Un’opera scientifica: Naturliche Schopfungsgeschichte (Storia della creazionenaturale) - Un’opera filosofica: Die Welträtsel (I problemi dell’universo) - Un’opera artistica: Kunstformen der Natur (Forme d’arte in natura)
Capitolo 3
Il sistema scientifico di Haeckel - L’origine dei neologismi di Haeckel - Filogenesi e alberi genealogici - L’unità del mondo organico con l’inorganico: la teoria del carbonio - La teoria della generazione spontanea e le monere - Eredità ed adattamento: la teoria della perigenesi - La legge biogenetica fondamentale
Bibliografia
Pubblicazioni scientifiche e culturali
Libri
Ringraziamenti
Paolo Coccia
Relazione Finale di Giorgio Tarditi, Università di Genova, Facoltà di scienze Matematiche, fisiche e naturali, Corso di laurea in scienze naturali. Anno accademico 2004/05
Sommario
Capitolo 1
La vita - L’infanzia e la giovinezza - La vocazione naturalistica e gli anni dell’università - La maturità e gli anni del “darwinismus” - Il monismo e gli ultimi anni - Haeckel e l’Italia - I viaggi - La carriera accademica e i riconoscimenti
Capitolo 2
Le opere principali - Un’opera scientifica: Naturliche Schopfungsgeschichte (Storia della creazionenaturale) - Un’opera filosofica: Die Welträtsel (I problemi dell’universo) - Un’opera artistica: Kunstformen der Natur (Forme d’arte in natura)
Capitolo 3
Il sistema scientifico di Haeckel - L’origine dei neologismi di Haeckel - Filogenesi e alberi genealogici - L’unità del mondo organico con l’inorganico: la teoria del carbonio - La teoria della generazione spontanea e le monere - Eredità ed adattamento: la teoria della perigenesi - La legge biogenetica fondamentale
Bibliografia
Pubblicazioni scientifiche e culturali
Libri
Ringraziamenti
Paolo Coccia
Flessibilità genetica e controllo demografico
Sotto l'influenza di stimoli provenienti dall'ambiente, le larve delle formiche tagliafoglie sono in grado di svilupparsi nella casta di operaie che è più necessaria per la colonia, dimostrando una notevole flessibilità genetica.
Nelle complesse società delle formiche la costituzione delle diverse caste di operaie non è controllata solamente da fattori genetici, bensì risente l'influenza di stimoli ambientali. Infatti, uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences dimostra che esiste una flessibilità genetica nello sviluppo larvale delle formiche tagliafoglie del genere Acromyrmex che tende a regolare il numero di individui per ogni casta in base alle necessità della colonia. In questo modo, in ogni momento è assicurato che la densità delle differenti classi di operaie sia ottimale per la corretta sopravvivenza della colonia.
Questo genere di formiche è caratterizzato da due tipi di operaie: quelle di dimensioni maggiori che cercano cibo e costruiscono il nido e quelle più piccole che si occupano dell'allevamento delle larve e dei funghi di cui tutte si nutrono. Come in tutti gli imenotteri eusociali le caste di operaie sono costituite esclusivamente da femmine, mentre i maschi hanno una vita breve che culmina con il volo nuziale e l'eventuale accoppiamento. La regina si accoppia con numerosi maschi.
Un gruppo di ricercatori dell' Università di Leeds ha isolato le uova appena deposte da un regina, facendole crescere nelle medesime condizioni ambientali. In questo modo, le larve differivano solo per il contributo genetico paterno, che ne determina l'appartenenza ad una delle due classi di operaie. In seguito sono state eliminate dalla colonia tutte le operaie di grosse dimensioni, con il risultato che la maggior parte delle larve si svilupparono come membri di questa casta, anche quelle che sarebbero diventate operaie piccole, dimostrando così che il corredo genico si adatta alle necessità imposte dall'ambiente. Non sono noti, tuttavia, i processi molecolari alla base del cambiamento.
Nonostante esista una predisposizione genetica che porta allo sviluppo di una larva verso una determinata casta, la crescita embrionale può essere modificata a seconda delle esigenze in maniera molto efficiente e dinamica. Per la regolazione ottimale delle popolazioni è dunque necessaria una certa flessibilità genetica per far fronte alle diverse situazioni.
Tale studio potrà essere utile per il controllo di queste specie di formiche che possono danneggiare fortemente le coltivazioni. E' stato calcolato infatti che una colonia è in grado di rimuovere tutte le foglie di un albero in una sola notte e che ben il 17% della produzione primaria delle foreste tropicali sia consumata da queste formiche.
Andrea Romano
Nelle complesse società delle formiche la costituzione delle diverse caste di operaie non è controllata solamente da fattori genetici, bensì risente l'influenza di stimoli ambientali. Infatti, uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences dimostra che esiste una flessibilità genetica nello sviluppo larvale delle formiche tagliafoglie del genere Acromyrmex che tende a regolare il numero di individui per ogni casta in base alle necessità della colonia. In questo modo, in ogni momento è assicurato che la densità delle differenti classi di operaie sia ottimale per la corretta sopravvivenza della colonia.
Questo genere di formiche è caratterizzato da due tipi di operaie: quelle di dimensioni maggiori che cercano cibo e costruiscono il nido e quelle più piccole che si occupano dell'allevamento delle larve e dei funghi di cui tutte si nutrono. Come in tutti gli imenotteri eusociali le caste di operaie sono costituite esclusivamente da femmine, mentre i maschi hanno una vita breve che culmina con il volo nuziale e l'eventuale accoppiamento. La regina si accoppia con numerosi maschi.
Un gruppo di ricercatori dell' Università di Leeds ha isolato le uova appena deposte da un regina, facendole crescere nelle medesime condizioni ambientali. In questo modo, le larve differivano solo per il contributo genetico paterno, che ne determina l'appartenenza ad una delle due classi di operaie. In seguito sono state eliminate dalla colonia tutte le operaie di grosse dimensioni, con il risultato che la maggior parte delle larve si svilupparono come membri di questa casta, anche quelle che sarebbero diventate operaie piccole, dimostrando così che il corredo genico si adatta alle necessità imposte dall'ambiente. Non sono noti, tuttavia, i processi molecolari alla base del cambiamento.
Nonostante esista una predisposizione genetica che porta allo sviluppo di una larva verso una determinata casta, la crescita embrionale può essere modificata a seconda delle esigenze in maniera molto efficiente e dinamica. Per la regolazione ottimale delle popolazioni è dunque necessaria una certa flessibilità genetica per far fronte alle diverse situazioni.
Tale studio potrà essere utile per il controllo di queste specie di formiche che possono danneggiare fortemente le coltivazioni. E' stato calcolato infatti che una colonia è in grado di rimuovere tutte le foglie di un albero in una sola notte e che ben il 17% della produzione primaria delle foreste tropicali sia consumata da queste formiche.
Andrea Romano
IL CEBUS DI ROMANES. Saggio di Peter Zeller
Volentieri pubblichiamo questo saggio del Prof. Zeller, di cui abbiamo già segnalato l'imminente pubblicazione del libro su Romanes
Un breve viaggio nel nostro passato prossimo ed una recente proposta di legge ci raccontano tutte le difficoltà legate alla scomoda parentela dell’uomo con le grandi scimmie e con il resto del vivente.A short travel through our next past and a recent parliamentary bill tell us all the difficulties connected to the uncomfortable relationship of the man with the great apes an with the other living creatures.
Peter Zeller
Un breve viaggio nel nostro passato prossimo ed una recente proposta di legge ci raccontano tutte le difficoltà legate alla scomoda parentela dell’uomo con le grandi scimmie e con il resto del vivente.A short travel through our next past and a recent parliamentary bill tell us all the difficulties connected to the uncomfortable relationship of the man with the great apes an with the other living creatures.
Peter Zeller
Piccoli Stegosauri crescono
Ritrovate le impronte di due Stegosauri di taglia pari a quella di un neonato umano.
Alcuni ricercatori del Morrison Natural History Museum hanno scoperto impronte fossili appartenenti a due piccoli Stegosaurus, una specie di dinosauri Ornitischi. Il ritrovamento è avvenuto su una collina presso la città di Morrison, vicino a Denver.
Le tracce sono talmente piccole che possono essere coperte da una moneta, suggerendo ai ricercatori che la taglia dei dinosauri fosse circa pari a quella di un bambino appena nato. Si tratta di un ritrovamento importante, in quanto è il primo caso di impronte fossili di Stegosaurus di pochi giorni di vita.
Queste testimonianze saranno esposte in modo permanente al Morrison Natural History Museum, durante il "Dinosaur Days", un evento che annualmente viene proposto dai curatori del museo.
Andrea Romano
Alcuni ricercatori del Morrison Natural History Museum hanno scoperto impronte fossili appartenenti a due piccoli Stegosaurus, una specie di dinosauri Ornitischi. Il ritrovamento è avvenuto su una collina presso la città di Morrison, vicino a Denver.
Le tracce sono talmente piccole che possono essere coperte da una moneta, suggerendo ai ricercatori che la taglia dei dinosauri fosse circa pari a quella di un bambino appena nato. Si tratta di un ritrovamento importante, in quanto è il primo caso di impronte fossili di Stegosaurus di pochi giorni di vita.
Queste testimonianze saranno esposte in modo permanente al Morrison Natural History Museum, durante il "Dinosaur Days", un evento che annualmente viene proposto dai curatori del museo.
Andrea Romano
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