Il nuovo portale di Pikaia
Con molta fatica e scarse risorse a disposizione siamo riusciti a migrare nella nuova piattaforma che da oggi ospita il portale Pikaia. Questo Blog continuerà ad essere aggiornato e costituirà una specie di archivio cronologico delle notizie periodicamente inserite.....o almeno fino a quando le forze lo consentiranno.
Confidiamo nel vostro aiuto per ottimizzare al più presto il nuovo sito che potete quindi già visitare e sfogliare. Il nostro benvenuto potete leggerlo nell’editoriale del direttore Telmo Pievani su http://www.pikaia.eu:
Pikaia, una piccola creatura con un grande futuro
Inviate i vostri suggerimenti e commenti all’indirizzo infoXXXX@pikaia.eu. Per rispondere eliminate la stringa XXXX.
Buona navigazione!!!!!!!!!!!!!!
Paolo Coccia
Telmo Pievani
Qui troverete avvisi, comunicazioni, segnalazioni su tutte le novita' che potrebbero interessarvi: articoli, libri, eventi, temi controversi, bibliografie, dossier, ecc....
Wednesday, September 20, 2006
Wednesday, September 06, 2006
Evoluzione in evoluzione
Evoluzione in evoluzione
la Rivista dei Libri, fascicolo di settembre 2006 pubblica il saggio Evoluzione in evoluzione di I. Rosenfield ed E. Ziff. Gli autori recensiscono i seguenti libri:
Sean B. Carroll, Jennifer K. Grenier e Scott D. Weatherbee, Dal DNA alla diversità: evoluzione molecolare del progetto corporeo animale, Bologna, Zanichelli
Sean B. Carroll, Infinite forme bellissime. La nuova scienza dell'Evo-Devo, Torino, Codice
Marc W. Kirschner e John C. Gerhart, The Plausibility of Life: Resolving Darwin's Dilemma, New Haven, Yale University Press
Dal sito riporto:
Nonostante le molte controversie recenti sulla teoria dell'evoluzione, certi cambiamenti importanti avvenuti negli ultimi vent'anni nel modo di interpretare l'evoluzione sono passati quasi inosservati. Al cuore della teoria di Darwin vi è una spiegazione del modo in cui piante e animali si sono evoluti da forme di vita più antiche che sono scomparse da molto tempo; la teoria darwiniana, però, non si pronuncia sui fattori che determinano la forma, il colore e le dimensioni di una balena o di una farfalla particolari. Darwin e i suoi contemporanei si rendevano conto che doveva esistere un collegamento profondo tra l'evoluzione delle forme animali e lo sviluppo che porta un ovulo fecondato a diventare una balena, una mucca o un essere umano, ma non riuscirono a determinarlo.
Fortunatamente cominciano ad affacciarsi nel mondo editoriale alcuni libri che affrontano il tema della comunicazione scientifica. Ecco due titoli:
Pino Donghi, Sui generis. Temi e riflessioni sulla comunicazione della scienza, Laterza, pp. 128
Matteo Merzagora e Antonella Testa, Scienza da vedere. L'immaginario scientifico sul grande e sul piccolo schermo, Sironi Editore, pp. 300
Paolo Coccia
la Rivista dei Libri, fascicolo di settembre 2006 pubblica il saggio Evoluzione in evoluzione di I. Rosenfield ed E. Ziff. Gli autori recensiscono i seguenti libri:
Sean B. Carroll, Jennifer K. Grenier e Scott D. Weatherbee, Dal DNA alla diversità: evoluzione molecolare del progetto corporeo animale, Bologna, Zanichelli
Sean B. Carroll, Infinite forme bellissime. La nuova scienza dell'Evo-Devo, Torino, Codice
Marc W. Kirschner e John C. Gerhart, The Plausibility of Life: Resolving Darwin's Dilemma, New Haven, Yale University Press
Dal sito riporto:
Nonostante le molte controversie recenti sulla teoria dell'evoluzione, certi cambiamenti importanti avvenuti negli ultimi vent'anni nel modo di interpretare l'evoluzione sono passati quasi inosservati. Al cuore della teoria di Darwin vi è una spiegazione del modo in cui piante e animali si sono evoluti da forme di vita più antiche che sono scomparse da molto tempo; la teoria darwiniana, però, non si pronuncia sui fattori che determinano la forma, il colore e le dimensioni di una balena o di una farfalla particolari. Darwin e i suoi contemporanei si rendevano conto che doveva esistere un collegamento profondo tra l'evoluzione delle forme animali e lo sviluppo che porta un ovulo fecondato a diventare una balena, una mucca o un essere umano, ma non riuscirono a determinarlo.
Fortunatamente cominciano ad affacciarsi nel mondo editoriale alcuni libri che affrontano il tema della comunicazione scientifica. Ecco due titoli:
Pino Donghi, Sui generis. Temi e riflessioni sulla comunicazione della scienza, Laterza, pp. 128
Matteo Merzagora e Antonella Testa, Scienza da vedere. L'immaginario scientifico sul grande e sul piccolo schermo, Sironi Editore, pp. 300
Paolo Coccia
Tuesday, September 05, 2006
Ventisettemila geni per un ciliato!
Ventisettemila geni per un ciliato!
L'annuncio dell'avvenuto sequenziamento del genoma di un organismo e' sempre un evento, ma immaginatevi lo stupore del mondo scientifico quando si e' appreso che un organismo unicellulare possiede ben 27.000 geni codificanti per proteine!!
Tetrahymena termophila e' un ciliato modello parente del piu' noto Paramecium e il suo DNA e' suddiviso su due nuclei: il micronucleo contiene cinque cromosomi e viene utilizzato durante la riproduzione sessuata; il macronucleo, oggetto di questo sequenziamento, possiede invece oltre duecento cromosomi ed un corredo di geni cosi' numeroso da gareggiare persino con Homo sapiens. I suoi quasi trentamila geni conferiscono a questo minuscolo organismo un grado di complessita' e adattabilita' davvero straordinario: alcuni hanno paragonato il suo genoma ad un vero e proprio coltellino svizzero, che possiede un "utensile biochimico" per ogni evenienza. E' un nutritissimo team americano e canadese, guidato da Jonathan Eisen, ad annunciare la scoperta dalle pagine elettroniche di PLoS Biology.
I ricercatori si sono trovati di fronte a ben 15.000 geni con forti analogie rispetto a geni gia' studiati in altri organismi, con famiglie di geni, derivate da ripetuti eventi di duplicazione, caratterizzate da una notevole diversificazione e specificita' di azione. Tutto questo ben si addice ad un organismo unicellulare, solitario e predatore come Tetrahymena. Tra le caratteristiche genetiche piu' importanti il ciliato presenta un elevato numero di geni che codificano per chinasi (in risposta alle variazioni ambientali), proteasi (per utilizzare risorse diversificate), kinesine e dineine (che contribuiscono alla sua complessita' strutturale). Il genoma di T. thermophila, inoltre, non contiene geni derivati da plastidi (diversamente da organismi appartenenti a phyla imparentati filogeneticamente, come quello dei Dinoflagellati), usa solo la tripletta UGA come codone di stop nella produzione delle proteine e in alcuni geni usa lo stesso codone per codificare la selenocisteina, il ventunesimo amminoacido naturale scoperto solo nel 1986. Infine sembra che questo straordinario microorganismo possieda una sorta di primitivo sistema immunitario, capace di fornirgli un'efficace auto-difesa contro l'invasione di DNA estraneo.
Ce n'e' abbastanza per eleggere Tetrahymena thermophila come eucariota modello per numerosi studi genetici in campo biologico, biomedico e biotecnologico. Il prossimo progetto del team consistera' nel completare il sequenziamento del genoma contenuto nel micronucleo.
Paola Nardi
L'annuncio dell'avvenuto sequenziamento del genoma di un organismo e' sempre un evento, ma immaginatevi lo stupore del mondo scientifico quando si e' appreso che un organismo unicellulare possiede ben 27.000 geni codificanti per proteine!!
Tetrahymena termophila e' un ciliato modello parente del piu' noto Paramecium e il suo DNA e' suddiviso su due nuclei: il micronucleo contiene cinque cromosomi e viene utilizzato durante la riproduzione sessuata; il macronucleo, oggetto di questo sequenziamento, possiede invece oltre duecento cromosomi ed un corredo di geni cosi' numeroso da gareggiare persino con Homo sapiens. I suoi quasi trentamila geni conferiscono a questo minuscolo organismo un grado di complessita' e adattabilita' davvero straordinario: alcuni hanno paragonato il suo genoma ad un vero e proprio coltellino svizzero, che possiede un "utensile biochimico" per ogni evenienza. E' un nutritissimo team americano e canadese, guidato da Jonathan Eisen, ad annunciare la scoperta dalle pagine elettroniche di PLoS Biology.
I ricercatori si sono trovati di fronte a ben 15.000 geni con forti analogie rispetto a geni gia' studiati in altri organismi, con famiglie di geni, derivate da ripetuti eventi di duplicazione, caratterizzate da una notevole diversificazione e specificita' di azione. Tutto questo ben si addice ad un organismo unicellulare, solitario e predatore come Tetrahymena. Tra le caratteristiche genetiche piu' importanti il ciliato presenta un elevato numero di geni che codificano per chinasi (in risposta alle variazioni ambientali), proteasi (per utilizzare risorse diversificate), kinesine e dineine (che contribuiscono alla sua complessita' strutturale). Il genoma di T. thermophila, inoltre, non contiene geni derivati da plastidi (diversamente da organismi appartenenti a phyla imparentati filogeneticamente, come quello dei Dinoflagellati), usa solo la tripletta UGA come codone di stop nella produzione delle proteine e in alcuni geni usa lo stesso codone per codificare la selenocisteina, il ventunesimo amminoacido naturale scoperto solo nel 1986. Infine sembra che questo straordinario microorganismo possieda una sorta di primitivo sistema immunitario, capace di fornirgli un'efficace auto-difesa contro l'invasione di DNA estraneo.
Ce n'e' abbastanza per eleggere Tetrahymena thermophila come eucariota modello per numerosi studi genetici in campo biologico, biomedico e biotecnologico. Il prossimo progetto del team consistera' nel completare il sequenziamento del genoma contenuto nel micronucleo.
Paola Nardi
Sulle tracce dell'Odissea della vita
Sulle tracce dell'Odissea della vita
EVOLUZIONE. Sulle tracce dell'Odissea della vita
ottobre 2006 - settembre 2007
Mostra della Fondazione IDIS-Città della Scienza in collaborazione con Città della Scienza e il Deutsches Hygiene-Museum di Dresda.
Paolo Coccia
EVOLUZIONE. Sulle tracce dell'Odissea della vita
ottobre 2006 - settembre 2007
Mostra della Fondazione IDIS-Città della Scienza in collaborazione con Città della Scienza e il Deutsches Hygiene-Museum di Dresda.
Paolo Coccia
Sunday, September 03, 2006
Macroevoluzione
Macroevoluzione
Venerdì 8 settembre 2006
al termine del 2° Congresso SIBE si terrà una riunione post-congresso di discussione di problematiche di interesse multidisciplinare e teorico con tema:
La Macroevoluzione
ore 9:30; Tribuna di Galileo. Sezione Zoologica "La Specola". Museo di Storia Naturale di Firenze, via Romana 17
Sono previsti interventi su
“Evoluzione umana” B. Chiarelli - “Antiche e nuove prospettive epistemologiche su novità ontologica e proprietà emergenti” A. Cordelli – “Come in alto, così in basso ... dal macro al micro e dal micro al macro” G. Damiani - “L'evoluzione biologica come rete olistica di processi sincronici” R. Fondi - “Verso una teoria della Biosfera” L. Galleni – “Riflessioni sul modello biogeografico di McArthur e Wilson e sull'evoluzione delle faune in tre domini insulari del mediterraneo (Gargano, Sardegna e Sicilia)” F. Masini - “L’evoluzione della cellula e il più grande balzo dell’evoluzione biologica” P. Omodeo - “Le grandi tappe dell'evoluzione” M. Sarà - “L'eredità di Aristotele nella zoologia e nelle teorie evoluzionistiche” F. Scapini - “Professore, ...ma l'uomo evolve ancora?” L. Sineo e D. Carrillo - “Genomica comparata” R. Stanyon
Venerdì 8 settembre 2006
al termine del 2° Congresso SIBE si terrà una riunione post-congresso di discussione di problematiche di interesse multidisciplinare e teorico con tema:
La Macroevoluzione
ore 9:30; Tribuna di Galileo. Sezione Zoologica "La Specola". Museo di Storia Naturale di Firenze, via Romana 17
Sono previsti interventi su
“Evoluzione umana” B. Chiarelli - “Antiche e nuove prospettive epistemologiche su novità ontologica e proprietà emergenti” A. Cordelli – “Come in alto, così in basso ... dal macro al micro e dal micro al macro” G. Damiani - “L'evoluzione biologica come rete olistica di processi sincronici” R. Fondi - “Verso una teoria della Biosfera” L. Galleni – “Riflessioni sul modello biogeografico di McArthur e Wilson e sull'evoluzione delle faune in tre domini insulari del mediterraneo (Gargano, Sardegna e Sicilia)” F. Masini - “L’evoluzione della cellula e il più grande balzo dell’evoluzione biologica” P. Omodeo - “Le grandi tappe dell'evoluzione” M. Sarà - “L'eredità di Aristotele nella zoologia e nelle teorie evoluzionistiche” F. Scapini - “Professore, ...ma l'uomo evolve ancora?” L. Sineo e D. Carrillo - “Genomica comparata” R. Stanyon
Subscribe to:
Posts (Atom)